Milano, 15 apr. (Askanews) – La GAM Galleria Arte Moderna di Milano presenta fino al 5 luglio 2026 nella Sala del Parnaso l’opera site-specific Parnassus di LETIA – Letizia Cariello: il progetto presenta per la prima volta alla città di Milano in un contesto museale pubblico il lavoro dell’artista che qui vive e lavora dagli anni della sua formazione.
Paola Zatti, Conservatore responsabile della Galleria Arte Moderna di Milano: “La mostra è dedicata all’artista Letizia Cariello che ha lavorato in museo e in particolare nella nostra Sala del Parnaso, un ambiente molto particolare interpretandone alcuni aspetti”. La ex-sala da pranzo della Villa Reale prende il nome dall’affresco di Andrea Appiani del 1881 realizzato sul soffitto: esempio del Neoclassicismo italiano e ultima testimonianza del pittore, l’affresco recupera il tema classico del dio della musica Apollo circondato dalle nove Muse, rappresentanti delle arti, sul Monte Parnaso.
Le pareti della sala sono ricoperte di specchi che modificano l’impressione dello spazio insieme all’affaccio delle finestre sul giardino di Villa Reale.L’installazione di LETIA – Letizia Cariello si configura come un’ampia struttura in alluminio dorato centrale nella stanza abitata dagli elementi più rappresentativi della poetica dell’artista, aperta su tutti i lati, completamente attraversabile dallo sguardo, ma non dal corpo, in dialogo costante con gli ambienti della Sala del Parnaso e con lo spazio esterno del giardino.
L’installazione segue l’idea di attraversamento del confine propria dell’artista: il confine è una condizione che non pretende una situazione definitiva, può essere attraversato avanti e indietro. L’opera accoglie al suo interno quattro elementi principali: tre coppie di calendari e un globo sospeso. I calendari sono montati su telai circolari e accoppiati schiena contro schiena. Il globo, realizzato in carta da parati serigrafata con motivo calendario e arricchito da inserti di rose essiccate provenienti dal giardino della GAM, è costruito su una struttura di assi di legno di risonanza curvate. Sospeso nello spazio, il globo è completato da una grande nappa pendente, volutamente sproporzionata, che introduce un elemento di discontinuità.LETIA – Letizia Cariello descrive il suo approccio alla sala e l’evoluzione dell’opera: “È nata per via intuitiva, dialogando con la potenza di questo spazio protetti da una completa inconsapevolezza della reale forza di questo luogo perché se uno si mette a pensare un secondo, crea una situazione di antagonismo o di risposta, mentre qui c’è la risonanza, che è un concetto musicale ed è una cosa su cui io lavoro da tanto tempo e in cui credo molto. Era molto importante lavorare sull’interno e l’esterno, sulla luce, sul tempo, però devo dire che ogni volta che torno io vedo cose nuove in quest’opera. Anche il rispecchiamento negli specchi è un attraversamento di dimensioni e tutto questo ci porta proprio a toccare con mano il fatto che noi siamo immersi in un campo energetico. Chiaramente tutti i pezzi sono estratti o figli, se vogliamo, della mia ricerca, i calendari che sono calendari del tempo a venire e non sono calendari continui perché riflettono sessioni di scrittura. O queste che sono le rose del roseto del giardino essiccate e riportate quindi materialmente l’esterno e l’interno dialogano fra di loro in una maniera che non è catalogabile in una definizione”.Paola Zatti: “Io credo che sia un lavoro molto poetico, molto nostro: è il modo in cui GAM si affida allo sguardo degli artisti contemporanei; si aspetta da loro una reinterpretazione vera e reale delle nostre collezioni, ma in questo caso anche delle nostre sale, trattandosi di un edificio storico particolarmente significativo e prezioso. E Cariello conclude: “Mi auguro che le persone siano portate spontaneamente a girare intorno, a guardare attraverso e che tutto questo non sia un’istruzione che ricevono, ma una risposta di risonanza che anche loro danno alla presenza del lavoro: che parli da solo”.La musica rappresenta un elemento fondamentale nella ricerca artistica di Cariello. Per questo motivo, il 21 maggio 2026, presso il Parnasetto della Sala del Parnaso, è previsto un concerto a cura di Le Dimore del Quartetto. Dalle ore 18 alle 19.30, i musicisti eseguiranno brani in dialogo con l’installazione, accompagnando i visitatori liberi di muoversi nella sala e di fruire simultaneamente opera e musica.