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Premio Arnaldo Pomodoro per la Scultura a Fondazione ICA Milano

Milano, 15 apr. (Askanews) – Fondazione Arnaldo Pomodoro e Fondazione ICA Milano presentano fino al 10 luglio 2026 negli spazi di ICA in Via Orobia la mostra collettiva Dancing at the Edge of the World, che riunisce i cinque artisti finalisti dell’ottava edizione del Premio Arnaldo Pomodoro per la Scultura: Bronwyn Katz, Dan Lie, Yu Ji, Truong Cong Tung e Luana Vitra.Istituito nel 2006 per volontà di Arnaldo Pomodoro, il Premio è tra i pochi dedicati nello specifico alla scultura.

Ogni edizione è un osservatorio sul lavoro di artiste e artisti di età compresa tra i 25 e i 45 anni la cui ricerca individuale esprime un contributo significativo alle riflessioni sulle pratiche e sull’idea stessa di scultura nella contemporaneità. Gli artisti sono selezionati da una giuria presieduta da Anne Reeve e composta da Federico Giani, Sohrab Mohebbi, Julia Morandeira Arrizabalaga e Chiara Nuzzi.

A partire dal 2026, grazie al prezioso contributo di Venini, il premio in denaro passa da 10.000 a 30.000 euro.La mostra dei finalisti è nata e si è sviluppata come un momento di confronto e produzione in cui nuove opere, concepite appositamente per l’occasione, dialogano con lo spazio di Fondazione ICA Milano, che assume un ruolo centrale nel processo creativo degli artisti.I due curatori della mostra hanno raccontato ad askanews la mostra e il premio.Chiara Nuzzi curatrice della mostra e curatrice e manager editoriale di Fondazione ICA Milano ci introduce nella mostra: “Ci troviamo all’interno della mostra Dancing at the Edge of the World.

Il progetto è il risultato dell’ottava edizione del Premio Arnaldo Pomodoro curata da me e da Federico Giani, curatore della Fondazione Arnaldo Pomodoro”.Federico Giani curatore della mostra e curatore della Fondazione Arnaldo Pomodoro entra più in specifico sull’importante del riconoscimento: “Il Premio Arnaldo Pomodoro per la Scultura è un’iniziativa alla quale Pomodoro ha sempre tenuto molto perché essendo stato lui stesso un giovane artista il sostegno che gli fu dato da amici, artisti, critici e istituzioni è stato fondamentale, quindi ha voluto che anche la sua Fondazione avesse un’iniziativa a sostegno delle nuove generazioni di artisti, unito al fatto che Pomodoro è sempre stato molto curioso verso le direzioni verso cui avrebbero portato la scultura”.Chiara Nuzzi prosegue descrivendo le pratiche dei cinque finalisti: “Vengono presentati i lavori di cinque artisti internazionali per la prima volta insieme a Milano e sono Bronwyn Katz, Dan Lie, Truong Cong Tung, Yu Ji, Luana Vitra. Il titolo della mostra Dancing at the Edge of the World trae la sua origine da una raccolta di saggi scritta da Ursula K. Le Guin nel 1989, un testo visionario che suggerisce di concepire l’immaginazione come strumento per ripensare il contesto sociale, politico, ma soprattutto emotivo e relazionale per spingere le persone, chi legge, ma anche in questo caso il pubblico della mostra, a continuare a meravigliarsi, a vedere le cose da prospettive diverse. Ci sono delle direzioni comuni che condividono tutti gli artisti e le artiste della mostra e queste sono una grande sensibilità per le tematiche ecologiche, la decentralizzazione della figura umana sia nelle loro pratiche che poi in tutta la concezione della vita e dell’arte stessa e una concezione della scultura come medium aperto, sempre in flusso, sempre in evoluzione. Questo porta ad un utilizzo di materiali che sono spesso ibridi tra dei materiali più pesanti, artificiali, ma anche spesso dei materiali naturali legati alla terra e spesso alla terra d’origine degli artisti”.Federico Giani conclude: “L’edizione di quest’anno è particolarmente importante anche perché è la prima che organizziamo e co-curiamo insieme con Fondazione ICA Milano. Questa è una collaborazione che nasce dall’intenzione di Fondazione Pomodoro di dare la giusta forza e la giusta visibilità al premio. Una collaborazione che ha funzionato molto bene e che ha esteso appunto questo tema di condivisione anche con i giurati e con gli artisti. È un’edizione speciale anche perché è successa una cosa che non ci aspettavamo: Arnaldo Pomodoro ci ha lasciati. Gli artisti e le artiste ci hanno contattati chiedendoci di poter ricevere il premio ex-equo, di condividerlo in memoria di Arnaldo Pomodoro e per dare un segnale pubblico dell’importanza e del valore della collaborazione e del sostegno reciproco. Questo desiderio ci ha commossi e ci ha trovati tutti concordi e quindi per questa ottava edizione del Premio Arnaldo Pomodoro per la Scultura non c’è un vincitore ma ci sono cinque vincitori”.La sinergia tra le due Fondazioni ha reso possibile un dispositivo espositivo e curatoriale condiviso, in cui produzione artistica, visione istituzionale e ricerca si incontrano per sostenere nuove prospettive sulla scultura e sul suo rapporto con il presente.Venini è Main Partner del Premio e IGPDecaux per la quarta edizione consecutiva è Media Partner del Premio.