Il delitto di Garlasco torna al centro dell’attenzione con i nuovi sviluppi dell’inchiesta su Andrea Sempio e i dubbi sugli accertamenti scientifici del 2007. Roberta Bruzzone mantiene una posizione netta su Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi, e interviene sulle ipotesi di errori investigativi e possibili incongruenze nelle prove.
Garlasco, le nuove verifiche sui pedali della bicicletta e l’inchiesta su Andrea Sempio
Gli ultimi sviluppi hanno riportato l’attenzione soprattutto sulle analisi biologiche eseguite dai Ris nel 2007. Secondo quanto emerso dagli atti richiamati dalla Procura di Pavia, sui pedali della bicicletta di Stasi sarebbero stati effettuati due ulteriori esami con esito negativo, non presenti nella documentazione utilizzata durante il procedimento che portò alla condanna definitiva.
Secondo l’ANSA, i magistrati stanno approfondendo anche il passaggio, avvenuto nell’arco di circa tre ore il 19 settembre 2007, da un risultato inizialmente descritto come profilo genetico parziale e non attribuibile all’identificazione del Dna di Chiara Poggi. Gli inquirenti starebbero valutando anche l’ipotesi di uno scambio di campioni, che resta da accertare.
La questione, tuttavia, non può essere considerata una prova automatica dell’innocenza di Stasi né della responsabilità di altre persone. Per stabilire il significato dei risultati occorre ricostruire le procedure adottate, verificare la documentazione disponibile e valutare gli eventuali profili di responsabilità.
Nel frattempo, il 28 settembre 2026 la Procura di Pavia ha notificato a Sempio un secondo avviso di conclusione delle indagini preliminari, mantenendo invariata l’accusa di omicidio aggravato. Tra gli elementi esaminati figurano la cosiddetta impronta 33 e la traccia di una scarpa rinvenuta nell’abitazione della vittima.
Caso Garlasco, Stasi incastrato volutamente? Roberta Bruzzone senza filtri
La Procura di Pavia ha concluso le indagini su Andrea Sempio, oggi indagato per il delitto, depositando ulteriori consulenze e approfondimenti tecnici. Parallelamente, sono riemersi interrogativi sugli accertamenti scientifici eseguiti con la morte di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007, e sulla documentazione relativa al Dna individuato sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per l’omicidio della fidanzata.
In questo scenario si inserisce la posizione della criminologa Roberta Bruzzone, che continua a sostenere la responsabilità di Stasi e manifesta perplessità sulla ricostruzione accusatoria nei confronti di Sempio. Secondo quanto riportato nelle sue recenti dichiarazioni, Bruzzone ritiene che gli elementi a carico dell’allora fidanzato della vittima mantengano un peso rilevante, mentre considera poco convincenti alcune ipotesi formulate sul coinvolgimento del nuovo indagato.
Il punto centrale del confronto riguarda anche la possibilità che durante le indagini del 2007 siano stati commessi errori o trascurati alcuni risultati. La criminologa non ritiene che eventuali incongruenze dimostrino automaticamente un tentativo deliberato di costruire false accuse contro Stasi. «Non credo che qualcuno abbia voluto incastrare Alberto Stasi», così sintetizza la distinzione tra possibili carenze investigative e una presunta manipolazione intenzionale delle prove.
