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Giulia Bongiorno propone nuove sanzioni per i reati di violenza sessuale

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La senatrice Bongiorno presenta innovative proposte legislative per inasprire le pene contro la violenza sessuale, enfatizzando l'importanza del consenso e della volontà della donna.

La discussione sulla violenza sessuale in Italia sta assumendo una rilevanza crescente grazie all’iniziativa della senatrice Giulia Bongiorno, relatrice di un disegno di legge dedicato a questo tema. Le sue recenti proposte mirano a modificare le sanzioni previste dal codice penale, aumentando la durata delle pene per i reati sessuali.

I fatti

Secondo fonti ufficiali, durante le sedute della Commissione Giustizia del Senato, la Bongiorno ha proposto di innalzare le pene per atti sessuali commessi contro la volontà di una persona. La pena detentiva passerebbe da un intervallo di 4-10 anni a un nuovo limite di 6-12 anni. Inoltre, per i casi in cui tali atti siano perpetrati mediante violenza, minaccia o abuso di autorità, si prevede un ulteriore incremento della pena, che ora andrebbe da 7 a 13 anni.

Il principio della volontà

Un aspetto fondamentale della proposta della Bongiorno è l’accento posto sulla volontà della donna. La senatrice evidenzia che il suo disegno di legge non intende creare confusione sull’onere della prova. Infatti, per la prima volta in Italia, si introduce una presunzione di dissenso nei casi in cui non ci sia né consenso né dissenso, una situazione che può verificarsi, ad esempio, nei casi di freezing.

Critiche e opposizioni al ddl

I fatti sono questi: nonostante le proposte della senatrice Bongiorno, il percorso legislativo incontra diversi ostacoli. I gruppi del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle hanno manifestato la loro contrarietà, chiedendo di non procedere con l’adozione del testo base e di riaprire il dibattito sul provvedimento già approvato alla Camera. Queste forze politiche sostengono che la riforma debba basarsi sul principio del consenso, piuttosto che sulla volontà contraria prevista dal nuovo testo.

Le tensioni in commissione

Le discussioni all’interno della Commissione Giustizia si sono fatte accese. Interventi critici si sono susseguiti nei confronti della proposta legislativa in esame. Gli oppositori affermano che modifiche così importanti debbano essere soggette a un’analisi approfondita e a ulteriori audizioni. Questo è necessario per garantire che tutte le voci siano ascoltate e che il provvedimento risponda adeguatamente alle necessità delle vittime.

Il modello del dissenso

L’emendamento proposto dalla Bongiorno modifica il precedente modello del consenso, adottando una nuova impostazione fondata sul dissenso. Questo cambiamento si allinea con le pratiche di altri ordinamenti giuridici, come quello tedesco. La definizione di violenza sessuale è stata riformulata per garantire che venga considerato contrario alla volontà dell’individuo, anche quando l’atto è compiuto a sorpresa o approfittando delle condizioni di incapacità della vittima di esprimere un dissenso chiaro.

Proporzionalità delle pene

Una modifica rilevante riguarda la proporzionalità delle pene. Il nuovo testo stabilisce che le condotte sessuali non violente e quelle violente devono essere punite in modo differente, aumentando la pena per i reati più gravi. La senatrice Giulia Bongiorno ha cercato di rispondere alle critiche relative alla necessità di una giustizia più equa e adeguata alla gravità dei reati.

La proposta della Bongiorno rappresenta un passo significativo verso una maggiore protezione delle vittime di violenza sessuale in Italia. Tuttavia, il dibattito rimane aperto e le tensioni politiche continuano a influenzare il futuro di questa importante riforma legislativa.