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Un anno fa, la città di Goma, situata nella provincia orientale della Repubblica Democratica del Congo, ha vissuto un evento drammatico quando i ribelli M23 hanno preso il controllo della capitale di Nord Kivu. Oggi, un anno dopo, la situazione sembra essere in una fase di transizione, con le strade piene di attività e i mercati che funzionano, ma gli effetti della crisi rimangono palpabili.
Tuttavia, nonostante la vita sembri riprendere un certo ritmo, molte istituzioni fondamentali rimangono chiuse, in particolare le banche locali. La chiusura di queste istituzioni finanziarie ha avuto ripercussioni devastanti sulla popolazione, costringendo molti a cercare soluzioni alternative per accedere ai propri fondi.
Le sfide economiche a Goma
Dopo la presa di Goma da parte dei M23, le banche hanno chiuso i battenti e gli sportelli automatici sono diventati inutilizzabili. Questo ha creato una crisi di liquidità che ha colpito duramente le famiglie e le piccole imprese. Sheilla Zawadi, una farmacista di 37 anni, racconta come la sua vita sia cambiata drasticamente. “Ho dovuto attraversare il confine con il Rwanda per prelevare contante”, afferma, descrivendo le sfide e i costi associati a tali transazioni.
Costi e difficoltà nel prelievo di denaro
La Zawadi non è sola nella sua lotta. Molti residenti di Goma si trovano costretti a pagare commissioni elevate per prelevare denaro oltre confine. “Per ritirare l’equivalente di 100 dollari, spendo fino a 15 dollari in commissioni”, spiega. Le complicazioni continuano, poiché il cambio valuta tra i franchi rwandesi e i franchi congolesi comporta ulteriori perdite economiche.
Le banche, che avrebbero dovuto essere un sostegno cruciale in questo momento di crisi, rimangono chiuse, e nessuna comunicazione chiara è stata fornita riguardo alla loro riapertura. Le autorità congolesi e i leader dei M23 si scambiano accuse sul perché di questa situazione, ma la realtà è che la popolazione è rimasta in balia degli eventi.
Il mercato di Goma: una vita di adattamento
Nonostante le difficoltà, il mercato di Goma continua a funzionare. I commercianti, come Esperance Mushashire, 44 anni, si trovano a fronteggiare un aumento vertiginoso dei prezzi. “Prima acquistavamo a prezzi accessibili, ora i costi sono alle stelle e i clienti non comprano più”, lamenta. Questa situazione ha reso la vita quotidiana una lotta per la sopravvivenza, con molti che non riescono nemmeno a mandare i propri figli a scuola.
La vita quotidiana e la resilienza
La vita nei quartieri di Goma scorre con una calma rassegnata. La gente si adatta, ma la scarsità di risorse e le difficoltà economiche sono evidenti. “La situazione è peggiorata”, afferma un residente, descrivendo come molte famiglie non riescano a far fronte alle spese quotidiane. Tuttavia, alcuni cittadini percepiscono un miglioramento nella sicurezza, grazie alla presenza dei M23, che promettono di garantire la stabilità.
La speranza di un futuro migliore
Nonostante il clima di incertezza, ci sono segnali di speranza. Le attese per un accordo di pace tra il governo congolese e i ribelli sono cresciute. Negli ultimi mesi, sono stati firmati accordi mediati da terzi, tra cui gli Stati Uniti. Tuttavia, la popolazione resta scettica e desidera risultati tangibili.
La Zawadi e altri commercianti continuano a sperare che le banche possano riaprire, permettendo finalmente una normalizzazione della vita economica. “Se solo le banche riaprissero, tutto sarebbe più facile”, lamenta. Nel frattempo, il popolo di Goma continua a vivere alla giornata, affrontando le sfide con resilienza e determinazione.