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Green Deal, Uggè (FAI Conftrasporto): “Bene la svolta Ue sulla neutralità tecnologica. Avevamo lanciato l’allarme già nel 2024”

paolo ugge

Roma, 17 dicembre 2025 - La revisione dell’impostazione del Green Deal da parte dell’Unione europea e il riconoscimento del principio della neutralità tecnologica rappresentano «un segnale positivo e un cambio di rotta atteso», secondo Paolo Uggè, presidente di FAI Conftrasporto.

«Si corregge una scelta ideologica e sbilanciata che, se portata fino in fondo, avrebbe penalizzato interi settori produttivi senza offrire soluzioni realistiche né sostenibili», afferma Uggè, ricordando come la FAI, Federazione Autotrasportatori Italiani avesse denunciato con largo anticipo gli effetti distorti di una transizione ecologica fondata su divieti e imposizioni tecnologiche.
Già nel giugno 2024, in occasione delle elezioni europee, la FAI aveva richiamato l’attenzione sul rischio di una transizione costruita su una “cultura a senso unico”, incapace di coniugare tutela ambientale, competitività e sostenibilità economica delle imprese.

In quell’occasione, la Federazione aveva invitato gli operatori del trasporto e della logistica a sostenere esclusivamente le forze politiche e i candidati impegnati a difendere il principio della neutralità tecnologica.

«Oggi l’Unione europea sembra riconoscere che la neutralità tecnologica deve diventare l’asse portante delle politiche di contenimento delle emissioni e di tutela ambientale – sottolinea Uggè –. È l’unica strada per una transizione credibile, graduale e socialmente sostenibile, capace di tenere insieme ambiente, lavoro e competitività».
FAI Conftrasporto rivendica di aver sollevato per prima il tema, «quando non era comodo farlo», contribuendo ad aprire un dibattito che oggi trova un primo riscontro nelle scelte comunitarie. «Se Bruxelles torna sui suoi passi – conclude Uggè – è anche perché è emersa la necessità di superare un approccio ideologico e di costruire politiche europee più aderenti alla realtà dei sistemi produttivi».