Il caso “Trump– Groenlandia” riaccende le tensioni geopolitiche: il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato di voler ottenere il controllo dell’isola artica “con le buone o con le cattive”, suscitando la ferma reazione delle autorità locali, che hanno ribadito come “il futuro della Groenlandia deve essere deciso dal popolo groenlandese”.
Trump e la Groenlandia: tensioni tra Stati Uniti, NATO e autodeterminazione artica
Le intenzioni statunitensi hanno sollevato allarmi tra gli alleati europei e la NATO. La Danimarca ha informato i partner sulle recenti dichiarazioni americane, ribadendo che la questione è bilaterale, ma esplorando la possibilità di rafforzare la presenza militare nell’Artico con una sorta di “sentinella artica”, simile alle operazioni nel Baltico. A Bruxelles si valuta anche un ruolo dell’UE attraverso missioni civili o di polizia, se richiesto da Copenaghen.
Nel frattempo, fonti Reuters riportano che Trump avrebbe fissato un incentivo economico per convincere i groenlandesi a sostenere gli Stati Uniti, con offerte da 10 a 100 mila dollari per ciascun abitante. Il presidente americano ha inoltre ribadito al New York Times che “avere la proprietà” della Groenlandia è “molto importante” e psicologicamente essenziale per il successo strategico, segnalando che la sicurezza dell’isola supera, secondo lui, la sola adesione alla NATO.
L’Artico si conferma così come una nuova frontiera geopolitica e economica, con la Groenlandia al centro di un delicato equilibrio tra autodeterminazione, interessi strategici e pressione internazionale.
Groenlandia, Trump e l’ultimatum finale: “La prenderemo con le buone o con le cattive”
La Groenlandia ha reagito con fermezza alle pressioni degli Stati Uniti sul suo territorio. Oggi, sabato 10 gennaio, i leader dei cinque principali partiti presenti nel parlamento locale hanno diffuso una dichiarazione congiunta: “Non vogliamo essere americani, non vogliamo essere danesi, vogliamo essere groenlandesi. Il futuro della Groenlandia deve essere deciso dal popolo groenlandese”.
Il messaggio segue le dichiarazioni di Donald Trump, che aveva detto di voler ottenere l’isola “con le buone o con le cattive”, sottolineando la rilevanza strategica della Groenlandia per la sicurezza nazionale americana.
L’isola, pur facendo parte del Regno di Danimarca, gode di ampia autonomia e rappresenta un punto cruciale nell’Artico, regione sempre più centrale nelle rivalità geopolitiche tra Stati Uniti, Russia e Cina. “Voglio la Groenlandia, con le buone o con le cattive. Putin non ha paura dell’Europa. Putin ha paura di me”, aveva affermato il presidente come riportato da Reuters, evidenziando come il controllo dell’Artico sia diventato una priorità strategica per Washington.