In piena guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, il presidente Donald Trump ha deciso di intensificare lo scontro geopolitico reagendo con durezza alla scelta della Spagna di non appoggiare l’utilizzo delle sue basi militari per le operazioni contro Teheran.
Madrid conferma il no agli Usa: basi militari chiuse e tensioni politiche con Trump
Il governo spagnolo ha concretizzato la propria linea, negando agli Stati Uniti l’uso delle basi militari per operazioni contro l’Iran. Il ministro degli Esteri, José Manuel Albares, ha chiarito al canale Telecinco: “Non sono né saranno usate per alcunché che vada al di là dell’accordo o che non sia coperto dalla Carta Onu“. Di conseguenza, almeno 15 aerei americani sono stati trasferiti verso la base di Ramstein, in Germania.
La decisione di Madrid si fonda sui patti esistenti, che richiedono autorizzazioni preventive per qualsiasi azione militare. La ministra della Difesa, Margarita Robles, ha spiegato che gli Stati Uniti non hanno neppure richiesto il permesso, comprendendo immediatamente la linea della Spagna: “Gli aerei cisterna che erano di stanza a Morón e a Rota non hanno condotto né condurranno alcuna azione di manutenzione o sostegno“.
Lo strappo politico con Washington è evidente e si inserisce in una continuità di posizioni autonome, come dimostrato dal rifiuto spagnolo all’aumento delle spese militari del 5% del Pil deciso all’ultimo vertice NATO all’Aia. Come commentò allora Trump, “C’è un Paese rimasto indietro, la Spagna, e non hanno scuse. Forse andrebbero buttati fuori dalla Nato“.
Tensione Washington-Madrid: Trump minaccia lo stop al commercio
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha appena annunciato la possibilità di sospendere completamente gli scambi commerciali con la Spagna, accusando Madrid di aver impedito l’accesso degli Stati Uniti alle basi militari sul territorio spagnolo. Durante una conferenza stampa con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, Trump ha spiegato di aver incaricato il segretario al Tesoro Scott Bessent di “chiarire” le relazioni con Madrid, in un contesto già teso a causa dell’escalation militare contro l’Iran.
La posizione della Spagna è stata immediatamente chiara: le basi di Rota e Morón non potranno essere utilizzate per attacchi unilaterali, nel pieno rispetto degli accordi bilaterali e del diritto internazionale. Come sottolineato dal premier Pedro Sánchez, “Condanniamo l’azione militare unilaterale degli Stati Uniti e di Israele, che pone le basi per un’escalation e contribuisce a un ordine internazionale più incerto e ostile“.