Prosegue senza sosta l’escalation militare tra Stati Uniti e Iran. Nella notte si sono registrati nuovi bombardamenti americani contro obiettivi iraniani, nell’ambito di quella che viene indicata come l’ottava notte consecutiva di operazioni militari.
Guerra Iran, ottava notte di attacchi: raffica di raid
Secondo le informazioni diffuse, i raid avrebbero avuto l’obiettivo di colpire infrastrutture logistiche e militari riconducibili ai Pasdaran, ma anche di rappresentare una risposta alla morte di due soldati statunitensi rimasti uccisi nei giorni scorsi durante un attacco in Giordania.
Tra gli obiettivi colpiti figurerebbe anche l’isola di Qeshm, situata di fronte al porto di Bandar Abbas, nel sud dell’Iran. Le autorità locali hanno confermato esplosioni nella zona, mentre l’agenzia iraniana Tasnim riferisce che almeno sei missili avrebbero raggiunto aree periferiche dell’isola. Altre detonazioni sarebbero state segnalate anche nei pressi di Bandar Abbas, anche se su questo punto non sono ancora arrivate conferme ufficiali.
Nel frattempo, i Pasdaran hanno annunciato la chiusura completa dello Stretto di Hormuz e la sospensione degli impegni previsti dal memorandum di tregua, una decisione destinata ad aumentare ulteriormente la tensione nella regione. Washington, da parte sua, avrebbe rafforzato la presenza militare in Medio Oriente inviando nuovi caccia e mezzi aerei.
Trump commenta la morte dei soldati Usa, Teheran rivendica attacchi contro basi americane
Intervenendo telefonicamente all’emittente americana NewsNation, il presidente Donald Trump ha espresso cordoglio per la morte dei due militari statunitensi uccisi in Giordania. “È una cosa molto triste. È doloroso assistere a tutto ciò. Si tratta di un sacrificio compiuto al servizio del nostro Paese“, ha dichiarato il presidente, ribadendo inoltre la posizione della sua amministrazione sul programma nucleare iraniano: “L’Iran non avrà mai l’arma nucleare“.
Nel frattempo, anche Teheran ha rivendicato nuove operazioni militari. Secondo una dichiarazione trasmessa dalla televisione di Stato iraniana e ripresa da Al Jazeera, l’esercito avrebbe lanciato un attacco su larga scala con droni contro due installazioni militari statunitensi in Kuwait. Le autorità iraniane sostengono che siano stati colpiti un deposito di munizioni all’interno di Camp Al Adiri e alcune postazioni di difesa aerea, compresi sistemi Patriot e radar presenti nella base aerea di Ali Al Salem. Al momento non sono arrivate conferme indipendenti sull’entità dei danni.
Intanto il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha aggiornato il bilancio delle perdite americane dall’inizio del conflitto. Con la morte dei due soldati in Giordania, il numero complessivo dei militari statunitensi deceduti sale a 16. Secondo quanto comunicato dal Centcom, un altro militare risulta ancora disperso, mentre quattro soldati, inizialmente ricoverati negli ospedali giordani, sono stati dimessi dopo le cure. Altri militari feriti in modo lieve sono invece già rientrati in servizio. La situazione resta estremamente fluida e l’evoluzione del conflitto continua a essere seguita con grande attenzione dalla comunità internazionale, che teme un ulteriore allargamento delle ostilità nell’intera area del Medio Oriente.
