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Successione in Iran, Trump contro Khamenei jr: “Inaccettabile”. La replica di Teheran

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Trump non accetta l’ipotesi che Mojtaba Khamenei succeda all’ayatollah Ali Khamenei, mentre Teheran respinge ogni interferenza degli Usa.

La successione alla guida dell’Iran dopo la morte dell’ayatollah Ali Khamenei sta alimentando tensioni politiche e diplomatiche. Tra i nomi più citati emerge quello del figlio Mojtaba Khamenei, ma il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha respinto apertamente questa ipotesi, definendola “inaccettabile” e rivendicando un possibile ruolo degli Stati Uniti nel processo che porterà alla scelta della nuova Guida Suprema. Da Teheran, intanto, è arrivata una dura replica contro qualsiasi interferenza.

Trump: un’invasione di terra in Iran è “una perdita di tempo”

Il presidente americano Donald Trump ha definito un’eventuale operazione di terra in Iran “una perdita di tempo“. La dichiarazione arriva in risposta al ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, che aveva affermato in un’intervista a ‘Nbc Nightly News’ di essere pronto a fronteggiare un’invasione delle forze americane e israeliane. Trump ha liquidato le parole di Araghchi come un “commento sprecato” e ha sottolineato che un attacco terrestre non rientra nei suoi piani attuali. “Hanno perso tutto. Hanno perso la loro marina. Hanno perso tutto ciò che potevano perdere“, ha detto, precisando che continuerà invece a mantenere il ritmo e l’intensità degli attacchi già in corso.

Guerra Iran, Trump contro la nomina di Khamenei jr: “Inaccettabile, voglio essere coinvolto”

Dopo la morte dell’ayatollah Ali Khamenei nei raid statunitensi e israeliani su Teheran, il dibattito sulla futura leadership iraniana si è intensificato. Il nome più citato tra i possibili successori è quello del figlio, Mojtaba Khamenei, ma il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha espresso un netto rifiuto. In un’intervista ad Axios ha dichiarato senza esitazioni: Il figlio di Khamenei per me è inaccettabile. Vogliamo qualcuno che porti armonia e pace in Iran.

Trump ha anche fatto capire di voler avere un peso diretto nella scelta della nuova Guida Suprema, sostenendo che Washington non resterà spettatrice. Secondo il presidente americano, prendere parte al processo è necessario per evitare che il Paese torni a rappresentare una minaccia nel giro di pochi anni. Per questo ha affermato: Stanno sprecando il loro tempo. Il figlio di Khamenei è un peso piuma. Devo essere coinvolto nella nomina.

In altre dichiarazioni rilasciate ai media statunitensi, Trump ha ribadito l’obiettivo della sua amministrazione: favorire l’ascesa di un leader capace di stabilizzare il Paese e impedire lo sviluppo di armi nucleari, sottolineando che gli Stati Uniti intendono contribuire a fare la scelta giusta per il futuro dell’Iran.

Trump contro la nomina di Khamenei jr: la dura replica di Teheran

Le affermazioni della Casa Bianca hanno provocato una risposta immediata da parte delle autorità iraniane. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha respinto qualsiasi ipotesi di interferenza esterna, ribadendo che la decisione spetta esclusivamente alle istituzioni iraniane e alla popolazione. In un’intervista ha sottolineato: È una questione che riguarda esclusivamente il popolo iraniano e nessuno può interferire, ricordando che la scelta della Guida Suprema dipende dall’Assemblea degli Esperti e che al momento circolano molte ipotesi, ma nessuna certezza sul nome del futuro leader.

Parallelamente, il conflitto in corso continua ad alimentare la tensione regionale. Il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, Ali Larijani, ha lanciato un duro avvertimento agli Stati Uniti, sostenendo che il Paese è pronto a reagire a eventuali escalation militari. Secondo Larijani, la morte di Khamenei avrà conseguenze pesanti per gli avversari di Teheran e ha affermato che i giovani iraniani sarebbero pronti a difendere il territorio nazionale, avvertendo che la sacra terra dell’Iran non è un posto per i servitori dell’inferno.

Nel frattempo, Araghchi ha avvertito Washington che la strategia militare potrebbe non portare ai risultati sperati, scrivendo sui social: Il piano A per una vittoria militare rapida e netta è fallito, signor presidente. Il suo piano B rischia di essere un fallimento ancora più grande”.