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Ucraina, telefonata tra Trump e Zelensky: "Putin non ha vinto questa guerra"

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La telefonata tra Volodymyr Zelensky e Donald Trump ha affrontato l’incontro bilaterale a Ginevra e il vertice trilaterale, posticipato a marzo.

La diplomazia sulla guerra in Ucraina si concentra ora sui prossimi incontri tra Kiev, Washington e Mosca. Dopo la telefonata tra Volodymyr Zelensky e Donald Trump, i team negoziali si preparano a un vertice trilaterale rinviato ai primi di marzo, mentre Mosca resta prudente su eventuali faccia a faccia tra i leader e la comunità internazionale spinge per una soluzione diplomatica rapida e concreta.

Dialogo tra Kiev e Washington, verso il vertice trilaterale

Volodymyr Zelensky ha reso noto di aver avuto un colloquio telefonico con Donald Trump per coordinare i prossimi passaggi diplomatici sulla guerra in Ucraina. Nel messaggio pubblicato su X, il leader ucraino ha spiegato: “Ho appena parlato con il presidente Trump. Erano presenti alla chiamata anche gli inviati del presidente Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner“. Il confronto si è concentrato sia sull’incontro bilaterale previsto a Ginevra sia sull’organizzazione di un successivo formato trilaterale che includa Mosca, Washington e Kiev.

Secondo quanto riferito dall’agenzia TASS, il vertice a tre è stato posticipato ai primi di marzo e la sede non è ancora stata stabilita. Zelensky ha sottolineato che “abbiamo discusso le questioni che i nostri rappresentanti affronteranno domani a Ginevra durante l’incontro bilaterale, nonché i preparativi per il prossimo incontro dei team negoziali al completo in formato trilaterale all’inizio di marzo“, evidenziando l’auspicio che questo percorso possa portare a un confronto diretto tra i leader. “Ci aspettiamo che questo incontro offra l’opportunità di portare i colloqui a livello di leader“, ha scritto, ribadendo che “questo è l’unico modo per risolvere tutte le questioni complesse e delicate e porre finalmente fine alla guerra“.

Nel frattempo, il Comitato Paralimpico Nazionale ucraino ha annunciato la rinuncia a un evento internazionale in segno di protesta contro la decisione del Comitato Paralimpico Internazionale di ammettere atleti russi sotto la propria bandiera.

La posizione del Cremlino e il ruolo degli attori internazionali

Da Mosca, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato che “Al momento non è previsto alcun colloquio tra i presidenti Vladimir Putin e Donald Trump“, smorzando le indiscrezioni su contatti diretti tra il leader russo e quello statunitense. Peskov ha inoltre chiarito che un eventuale incontro tra Vladimir Putin, Trump e Zelensky avrebbe senso solo nella fase conclusiva dei negoziati: “Si potrebbe concordare che abbia senso che i tre presidenti si incontrino solo per concludere accordi, o, come dicono gli americani, un ‘deal’. Questo probabilmente è vero“. Tuttavia, il Cremlino ha espresso dubbi su un faccia a faccia tra Putin e Zelensky, richiamando le recenti dichiarazioni di Kiev sulle condizioni ritenute inaccettabili.

Nel frattempo, la diplomazia internazionale si muove su più fronti. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz, in visita a Pechino, ha invitato la Cina a esercitare la propria influenza su Mosca per favorire la fine del conflitto. Dopo gli incontri con Xi Jinping e con il premier Li Qiang, Merz ha affermato che i segnali provenienti da Pechino vengono considerati con attenzione dal Cremlino, aggiungendo di salutare “espressamente l’impegno della Cina per la pace nella regione, che ho sentito oggi“. Da parte sua, Xi si è detto favorevole a una soluzione negoziata, ribadendo però che tutte le parti coinvolte debbano essere trattate su un piano di parità e che le rispettive preoccupazioni siano prese in considerazione.

Nel ricordare l’inizio dell’invasione, Zelensky ha infine rivendicato la resistenza del Paese: “abbiamo tutto il diritto di dire: abbiamo difeso l’indipendenza, non abbiamo perso la nostra statualità, Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato gli ucraini, non ha vinto questa guerra. Abbiamo preservato l’Ucraina e faremo tutto per ottenere pace e giustizia“.