Negli ultimi sviluppi legati all’hantavirus un turista britannico è stato individuato a Milano ed è stato trasferito d’urgenza all’ospedale Sacco per essere messo in quarantena, secondo le direttive contenute nella circolare ministeriale dell’11 maggio. La persona era salita su un volo partito dall’isola di Sant’Elena, collegato alla crociera considerata focolaio a bordo della nave MV Hondius, e nello stesso aeromobile viaggiava anche la moglie della prima vittima deceduta durante il tentativo di rimpatrio in Olanda.
Al passeggero è stato affiancato, per precauzione, un accompagnatore che viaggiava con lui e che ha seguito lo stesso percorso di isolamento.
Parallelamente, in Sicilia una turista argentina ricoverata a Messina con una polmonite è stata sottoposta a tampone per hantavirus: la donna era partita da una zona dove il virus è considerato endemico ed era arrivata in Italia con un volo Buenos Aires–Roma il 30 aprile.
Il campione prelevato è stato inviato dai Nas allo Spallanzani di Roma, dove sarà confrontato con altri materiali biologici, tra cui il campione di un 25enne calabrese attualmente in isolamento ma senza sintomi evidenti. Le autorità sottolineano che si tratta di misure precauzionali per escludere eventuali casi.
Misure e gestione dei casi in Italia
Le autorità sanitarie italiane stanno attuando una sorveglianza attiva sui passeggeri riconducibili ai voli collegati alla nave: quattro persone sono già in monitoraggio in diverse regioni, tra cui Veneto, Toscana, Campania e Calabria. La strategia si basa su due pilastri principali: l’identificazione rapida dei contatti e l’isolamento fiduciario quando necessario. Il ministero della Salute e i dipartimenti regionali hanno contattato i viaggiatori per verificare la presenza di sintomi respiratori, febbre o altri segnali sospetti; in assenza di sintomi, molti soggetti restano in isolamento precauzionale presso il proprio domicilio, mentre altri sono stati trasferiti in strutture ospedaliere per valutazioni più approfondite.
Test diagnostici e flusso dei campioni
Per confermare o escludere infezioni si utilizzano test specifici eseguiti da laboratori di riferimento come lo Spallanzani. I campioni vengono raccolti e inviati sotto la sorveglianza dei Nas, con procedure di catena di custodia per garantire l’integrità degli esami. È stato deciso di analizzare insieme i campioni della turista argentina e del 25enne calabrese proprio per avere confronti rapidi e affidabili. Le analisi servono a stabilire la presenza del ceppo e a definire eventuali misure di contenimento aggiuntive; fino all’esito degli esami, permane la prudenza nel trattamento dei contatti.
La situazione internazionale e le preoccupazioni
All’estero la reazione è stata più rigorosa in alcuni casi: in Francia otto persone considerate a rischio sono state ricoverate o poste in osservazione in ospedale, secondo quanto riferito dal governo di Parigi, mentre in Olanda e altri Paesi sono attive indagini sui protocolli adottati dalle strutture che hanno trattato i pazienti. In particolare, alcuni centri hanno segnalato criticità nelle procedure di manipolazione di materiali biologici — come sangue e urine — di persone risultate positive, evento che ha richiesto verifiche interne sui criteri di biosicurezza applicati durante le cure.
Il quadro epidemiologico e il ruolo del ceppo Andes
Esperti europei ricordano che nella maggior parte dell’Europa circolano tipi di hantavirus che non si trasmettono tra persone, mentre il ceppo Andes, tipico del Sud America, ha dimostrato la capacità di trasmissione interumana ma richiede generalmente un contatto prolungato e ravvicinato per infettare. L’incubazione dell’Andes può arrivare fino a sei settimane, per questo le autorità prevedono che possano emergere altri casi tra i passeggeri sbarcati dalla nave o transitati sui voli collegati. L’Organizzazione mondiale della sanità e gli enti europei di controllo raccomandano isolamento tempestivo di chi sviluppa sintomi e continuità nelle pratiche di prevenzione per evitare amplificazioni del cluster.
Al momento, i numeri legati a questo episodio sono sotto costante aggiornamento: sono stati segnalati diversi casi riconducibili alla MV Hondius, con alcuni decessi e pazienti in terapia intensiva a causa di insufficienza polmonare e cardiaca. In Francia una donna è ricoverata in condizioni molto gravi e sottoposta a supporto vitale con un dispositivo che ossigena il sangue attraverso un polmone artificiale; l’obiettivo delle terapie è di alleggerire la pressione su polmoni e cuore e guadagnare tempo per la possibile ripresa. Le autorità ribadiscono che, sebbene la situazione richieda attenzione, non ci sono segnali di una diffusione incontrollata, purché si mantengano misure di tracciamento e isolamento.