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Heineken avvia ristrutturazione e annuncia licenziamenti: fino a 6.000 posti di lavoro a rischio

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Heineken annuncia licenziamenti: il gruppo olandese della birra avvierà una ristrutturazione globale con fino a 6.000 posti a rischio.

Heineken, uno dei principali produttori mondiali di birra, affronta un momento di forte trasformazione a causa della riduzione della domanda di alcol e delle crescenti pressioni sui costi. Nei prossimi due anni il gruppo olandese prevede di effettuare migliaia di licenziamenti, un passo volto a rendere l’azienda più efficiente e sostenibile, in linea con la sua visione di lungo periodo.

Heineken annuncia licenziamenti tra le sfide del mercato globale

Il calo della domanda globale di birra riflette un cambiamento nei comportamenti dei consumatori, in particolare tra le generazioni più giovani, sempre più orientate a prodotti a bassa gradazione alcolica o analcolici. Negli Stati Uniti, ad esempio, solo il 20% dei nati dopo il 1995 consuma regolarmente alcol, contro una media del 30% delle generazioni precedenti, un dato che mette sotto pressione l’intero comparto. Questo fenomeno non riguarda solo Heineken, ma l’intero settore delle bevande alcoliche, costringendo le aziende a investire in nuove linee di prodotto e a ripensare strategie commerciali e produttive.

In Italia, dove Heineken impiega circa 2.000 persone tra gli stabilimenti di Assemini, Comun Nuovo, Massafra e Pollein, la riduzione del personale potrebbe avere ripercussioni anche sulla rete produttiva locale. L’azienda controlla diversi marchi storici come Birra Moretti, Ichnusa, Dreher e Birra Messina.

Nonostante la diminuzione dei volumi, i risultati finanziari 2025 hanno mostrato ricavi netti pari a 29 miliardi di euro e un utile operativo superiore alle attese, mentre le azioni in Borsa hanno reagito positivamente, con un rialzo del 3,9% alla Borsa di Amsterdam. Tuttavia, la prospettiva prudente per il 2026, con una crescita prevista dell’utile operativo tra il 2% e il 6%, evidenzia che la priorità del gruppo rimane l’ottimizzazione dei costi e la sostenibilità a lungo termine, in risposta a un mercato in trasformazione.

Heineken annuncia piano di ristrutturazione con licenziamenti: 6.000 posti a rischio

Il gruppo olandese Heineken ha reso noto un ambizioso programma di ristrutturazione che comporterà la riduzione di 5.000–6.000 posti di lavoro nei prossimi due anni, pari a circa il 7% della sua forza lavoro globale di 87.000 dipendenti. L’azienda giustifica la misura con la necessità di “accelerare la produttività su larga scala per ottenere risparmi significativi”, in un contesto caratterizzato da una domanda di birra in calo e da una pressione crescente sui costi.

La flessione dei volumi di vendita registrata nel 2025, pari all’1,2%, ha interessato soprattutto i mercati chiave come Europa e Stati Uniti, dove il consumo di alcol cresce lentamente o tende a diminuire. Parallelamente, ricavi e utile operativo rettificato hanno mostrato una lieve contrazione, seppur leggermente superiori alle aspettative degli analisti, confermando che la riduzione del personale non nasce da scarsi risultati finanziari, ma dall’esigenza di riallineare i costi strutturali alla nuova realtà di mercato.

I tagli riguarderanno principalmente le sedi al di fuori dei Paesi Bassi, interessando funzioni centrali, strutture regionali e parte della rete produttiva e commerciale. L’azienda mira a integrare questa manovra all’interno della strategia di efficienza e sostenibilità “EverGreen 2030”, già avviata per rendere il gruppo più competitivo e orientato al lungo periodo.

L’amministratore delegato Dolf van den Brink ha sottolineato: “Restiamo prudenti nelle nostre previsioni a breve termine sulle condizioni del mercato della birra”. Il piano di ristrutturazione coincide inoltre con la sua decisione di lasciare la guida dell’azienda a maggio 2026, dopo quasi sei anni durante i quali ha guidato Heineken “attraverso un periodo di turbolenze economiche e politiche”. La combinazione tra riduzione del personale e cambio al vertice segna quindi una fase di transizione significativa per il gruppo.