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Bambino con il cuore bruciato, ecco il contenitore in cui era finito

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Un'immagine del cesto usato per il trasporto del cuore di Domenico ha riacceso le domande sulla gestione del trapianto; tra indagini per omicidio colposo, contrapposizioni tra ospedali e la richiesta di chiarimenti dalla famiglia, il caso avanza verso accertamenti tecnici e giudiziari

Indagine sul trasporto dell’organo

La pubblicazione di una foto che ritrae un contenitore per bibite utilizzato per trasportare il cuore destinato al piccolo Domenico ha innescato un’indagine penale. L’immagine ha sollevato interrogativi sulla correttezza delle procedure e sul rispetto delle norme sanitarie. Il recipiente, ora sequestrato, appare distante dagli strumenti termici professionali previsti per il trasferimento di organi.

Questo elemento è diventato uno dei fulcri dell’accertamento giudiziario, che procede per chiarire responsabilità e eventuali violazioni delle procedure di trapianto. Gli organi competenti continuano le verifiche tecniche e amministrative per stabilire la catena di custodia e le condizioni del trasporto.

Le indagini e i capi di accusa

Le indagini sono coordinate dal pubblico ministero Giuseppe Tittaferrante e dal procuratore aggiunto Antonio Ricci. Si procede, al momento, con l’ipotesi di omicidio colposo.

Risultano iscritti nel registro degli indagati sette operatori sanitari in servizio presso l’ospedale Monaldi. Non è escluso che due infermiere di Bolzano vengano formalmente coinvolte.

La posizione dei singoli sarà ricostruita attraverso atti processuali, deposizioni testimoniali e perizie tecniche. Gli organi competenti continuano le verifiche per stabilire la catena di custodia e le condizioni del trasporto.

La richiesta di accertamenti tecnici

In continuità con le verifiche sulla catena di custodia, la difesa ha chiesto accertamenti tecnici supplementari per chiarire la sequenza degli eventi.

Tra le prove al centro dell’istruttoria figurano la documentazione clinica e il diario di perfusione. Il diario di perfusione è il registro che registra tempi e parametri della procedura di perfusione durante l’espianto.

I legali della parte civile considerano questi documenti fondamentali per stabilire l’istante dell’espianto e ricostruire la catena temporale. Eventuali lacune o omissioni nella documentazione sono state segnalate come elementi rilevanti per la ricostruzione dei fatti.

Le autorità competenti hanno disposto accertamenti volti a verificare completezza e integrità dei fascicoli clinici, nonché la corrispondenza tra i registri e i dati acquisiti durante il trasporto.

La controversia tra Napoli e Bolzano

La disputa tra le équipe di Bolzano e l’ospedale Monaldi si è estesa oltre l’ambito giudiziario e ha assunto rilievo istituzionale. I medici del team di Bolzano avrebbero segnalato al Ministero della Salute presunte criticità nelle forniture e negli strumenti portati in sala operatoria dai colleghi napoletani. Le segnalazioni riguardano, in particolare, la completezza della strumentazione e la conformità dei materiali impiegati durante il trasferimento dell’organo.

Dal Monaldi è emersa invece preoccupazione sulla gestione del materiale refrigerante utilizzato per la conservazione dell’organo. I vertici clinici hanno posto l’accento sull’opportunità di chiarire l’uso, la quantità e la certificazione del ghiaccio secco e di altri mezzi di raffreddamento impiegati nella procedura.

Le istanze istituzionali si aggiungono alle richieste di accertamenti tecnici già in corso per verificare la catena di custodia e la corrispondenza tra registri e dati di trasporto. Sul piano amministrativo il Ministero della Salute ha avviato un’istruttoria volta a chiarire responsabilità e eventuali non conformità procedurali.

Restano aperti gli accertamenti tecnici e amministrativi volti a determinare se le criticità segnalate abbiano inciso sulla validità delle procedure cliniche. Ulteriori sviluppi sono attesi dagli esiti delle verifiche ministeriali e dagli approfondimenti disposti dall’autorità giudiziaria.

Ghiaccio tradizionale e ghiaccio secco: perché conta

Il tema prosegue dopo le verifiche ministeriali: la distinzione tra ghiaccio tradizionale e ghiaccio secco è determinante per la conservazione e il trasporto di organi. Il primo è semplicemente acqua solida a 0°C, il secondo è anidride carbonica solida a circa -78°C. Le procedure di trasporto adottano range termici controllati per preservare cellule e tessuti e per evitare shock termici.

Per queste ragioni il ghiaccio secco richiede protocolli specifici: può indurre congelamento rapido delle superfici e creare rischi legati a differenze di pressione nei contenitori sigillati. Le linee guida cliniche privilegiano metodi che garantiscano stabilità termica e controlli continui della temperatura durante il trasferimento. Ulteriori sviluppi dipenderanno dagli esiti delle verifiche in corso e dalle eventuali indicazioni aggiornate delle autorità sanitarie.

Le dichiarazioni, i file audio e la linea difensiva

La madre di Domenico, Patrizia Mercolino, ha consegnato alla Procura un file audio contenente la voce del cardiochirurgo Guido Oppido. Nel file Oppido dichiara di aver espresso un parere favorevole «per disperazione» dopo aver ricevuto ciò che riteneva fosse un «ok cuore» prima dell’espianto. I magistrati ritengono che la registrazione possa contribuire a chiarire le fasi comunicative intorno al via libera all’intervento. Alcune comunicazioni via chat citate dal medico sono però contestate da altri sanitari coinvolti nel caso. Ulteriori sviluppi dipenderanno dagli esiti delle verifiche in corso e dalle indicazioni aggiornate delle autorità competenti.

La posizione dei dirigenti e degli avvocati

Le indagini proseguono e fanno riferimento alle verifiche tecniche e alle audizioni disposte dall’autorità giudiziaria. La dottoressa Gabriella Farina, responsabile dell’équipe coinvolta, è assistita dagli avvocati Dario Gagliano e Anna Ziccardi.

Tra i punti da chiarire figurano la formazione del personale sull’uso dei box termici hi-tech acquistati dall’ospedale e la gestione pratica del refrigerante. Risulta, inoltre, che il dispositivo termico più avanzato, stimato intorno a 7.000 euro, non sarebbe stato utilizzato perché parte dei tecnici non aveva completato il corso di formazione previsto.

I legali hanno ribadito la disponibilità a collaborare con gli accertamenti. Ulteriori sviluppi dipenderanno dagli esiti delle verifiche tecniche e dalle eventuali richieste integrative delle autorità competenti.

La reazione della famiglia e gli sviluppi civili

Il legale della famiglia, Francesco Petruzzi, ha formalmente contestato la scelta di non informare la madre su elementi ritenuti rilevanti dell’intervento. Secondo l’avvocato, la cartella clinica non riportava annotazioni esplicite sull’«ok» ricevuto per il nuovo cuore.

Petruzzi ha chiesto un inasprimento dell’impianto accusatorio e ha proposto l’ipotesi di dolo eventuale. Ha inoltre sollecitato l’istituzione di un incidente probatorio per garantire che gli accertamenti tecnici si svolgano sotto la supervisione di un giudice terzo.

La richiesta del legale mira a preservare la conservazione delle prove e a circoscrivere le modalità delle verifiche tecniche. Ulteriori sviluppi dipenderanno dagli esiti delle perizie e dalle eventuali determinazioni dell’autorità giudiziaria sul procedimento civile.

Sul piano umano, la perdita del bambino ha suscitato una vasta solidarietà: davanti all’ospedale Monaldi è stato depositato un tappeto di peluche e la famiglia ha costituito la Fondazione Domenico Caliendo con l’obiettivo di promuovere la cultura sui trapianti e prevenire episodi di malasanità. La madre ha manifestato la volontà di ottenere verità e giustizia, trasformando il dolore in un impegno pubblico destinato a evitare il ripetersi di tragedie analoghe.

Le indagini proseguono con perizie tecniche e acquisizioni documentali. Spetterà alla magistratura stabilire eventuali responsabilità e omissioni, mentre la comunità sanitaria e i familiari attendono risposte su procedure, strumenti e comunicazioni che hanno preceduto il trapianto fatale. Sono attesi sviluppi dagli esiti delle consulenze e dalle determinazioni giudiziarie nel procedimento civile.