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In Danimarca locali e musei aperti, la Francia spera per maggio

Roma, 21 apr. (askanews) – A Copenaghen c’è una parvenza di normalità. La Danimarca ha riaperto locali, bar, ristoranti, musei e centri commerciali, anche se le misure di sicurezza e le norme da rispettare non sono poche. Tra le prime condizioni, la presentazione del cosidetto “coronapass” per dimostrare l’avvenuta vaccinazione contro il Covid-19 o il risultato negativo, recento, a un tampone.

Il coronapass non dispiace ai danesi: “Basta entrare nella routine – dice il proprietario di un caffè – le persone faranno solo un test una, due volte a settimana e poi possono fare quello che vogliono, andare a cena, a bere, avere una sorta di vita normale in una certa misura, quindi penso che sia un bene”.

“E’ una bella sensazione – commenta un cliente – prima dovevi prendere il take-away e andare a fare una passeggiata intorno ai laghi quando faceva piuttosto freddo ed era frustrante. Ora è fantastico, sono molto felice”.

Anche la Francia sperava di riaprire, almeno le terrazze all’aperto dei locali, ma con i continui cambiamenti decisi dal governo, i ristoratori parigini sono scettici sulla ripartenza prevista al momento per metà maggio.

“Non è che non sia una buona notizia, voglio crederci – dice il direttore di un ristorante – ma ogni volta che arriviamo al D-Day o quasi, 10 o 15 giorni prima, ci fanno tornare indietro di un mese e ci avvertono all’ultimo momento…

“. “Non ho molta fiducia… In base all’occupazione degli ospedali, alla situazione in generale – dice il manager di un altro locale – ma vorremmo aprire a metà maggio, abbiamo aspettato troppo a lungo, presto saranno sei mesi. E l’attesa è davvero troppo lunga e complicata da gestire”.

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