La morte di Gaia Stronati, 20 anni, e Stefano Marrese, 21, ha gettato nello sconforto le comunità di Castelbellino e San Severino Marche. I due giovani, colleghi di lavoro, sono rimasti coinvolti in un drammatico incidente sul raccordo Perugia-Bettolle e sono morti in ospedale a causa delle gravi ferite riportate. Ecco chi erano e il ricordo di familiari e conoscenti.
Incidente sul raccordo Perugia-Bettolle: lo schianto e la morte in ospedale
La tragedia ha colpito profondamente le comunità di Castelbellino e San Severino Marche, unite dal dolore per la perdita di Gaia Stronati, 20 anni, e Stefano Marrese, 21. I due ragazzi, colleghi di lavoro, sono morti nel pomeriggio di ieri all’ospedale di Perugia, dove erano stati ricoverati in condizioni disperate dopo un violento incidente stradale avvenuto in mattinata lungo il raccordo autostradale Perugia-Bettolle, nei pressi di Passignano sul Trasimeno.
Viaggiavano a bordo di una Opel Karl quando, in un tratto interessato da lavori e con il traffico regolato a doppio senso su un’unica carreggiata, si sono scontrati frontalmente con un camion. L’impatto è stato molto violento e i vigili del fuoco hanno dovuto estrarre entrambi dall’abitacolo. Trasportati d’urgenza in ospedale, i giovani sono stati ricoverati in terapia intensiva, ma le gravi ferite riportate si sono rivelate fatali.
Secondo le prime ricostruzioni, potrebbero essere stati impegnati in uno spostamento legato alla loro attività professionale.
Incidente sul raccordo Perugia-Bettolle, morti Gaia e Stefano: chi erano i due 20enni
Originaria di Jesi, Gaia Stronati viveva a Castelbellino Stazione, nella zona del Parco Le Querce, insieme ai genitori. Come riportato da Il Resto del Carlino, il padre, operaio alla Raicam, ex Ap, di Moie, è da tempo coinvolto anche nella collaborazione e nell’organizzazione della Festa della Quercia. Chi la conosceva la ricorda come una ragazza solare, empatica e capace di instaurare rapporti con le persone. Dopo aver frequentato il liceo artistico Mannucci, Gaia aveva partecipato a progetti di eccellenza, tra cui “Banco di scena” al Teatro Pergolesi. Conseguito il diploma, aveva iniziato subito a lavorare come consulente per Optima, occupandosi di contratti relativi alle forniture energetiche.
Era proprio questa esperienza professionale a unirla a Stefano, con cui condivideva il lavoro. Il collega, residente a San Severino Marche, proveniva da una famiglia originaria della Campania, conosciuta e stimata sul territorio. Sempre stando alle indiscrezioni de Il Resto del Carlino, descritto da chi gli voleva bene come un ragazzo «tranquillissimo, timido, educato e perbene». Il padre Pasquale aveva lavorato a lungo come autista, prima per la Sasa di Apiro e successivamente per la Contram. A piangerlo, oltre ai genitori, è il fratello Simone. La scomparsa dei due ragazzi lascia un vuoto profondo tra familiari, amici e colleghi, interrompendo bruscamente i progetti e le speranze di due giovani che stavano costruendo il proprio futuro.
