Roberta Bruzzone torna a parlare del delitto di Garlasco e lo fa ribadendo una posizione che negli anni non ha mai modificato. Mentre il caso dell’omicidio di Chiara Poggi è tornato al centro dell’attenzione dopo la riapertura delle indagini da parte della Procura di Pavia, la criminologa conferma di ritenere che il responsabile del delitto sia già stato individuato.
Le sue dichiarazioni, rilasciate in un’intervista al Corriere della Sera, sono destinate ad alimentare nuovamente il dibattito su uno dei casi di cronaca nera più discussi degli ultimi decenni.
Roberta Bruzzone: “Non vedo elementi per cambiare direzione”
Commentando la riapertura del fascicolo, Roberta Bruzzone ha espresso tutte le sue perplessità sulla decisione della Procura di Pavia.
“Fatico a capire cosa abbia convinto la Procura di Pavia a ripartire“, ha dichiarato, spiegando di aver studiato approfonditamente gli atti dell’inchiesta. Secondo la criminologa, infatti, non emergerebbero elementi tali da modificare il quadro investigativo già delineato.
“Non ci sono elementi per collocare Sempio sulla scena del delitto. Finirà con un nulla di fatto“, ha aggiunto, ribadendo la convinzione maturata attraverso l’analisi della documentazione processuale.
Bruzzone ha quindi riaffermato il proprio pensiero con una frase che riassume perfettamente la sua posizione: “Ho studiato a fondo gli atti e continuo a ritenere che l’assassino sia stato già individuato” ha dichiarato-
Roberta Bruzzone su Garlasco: la posizione non cambia
Nel corso dell’intervista, la criminologa ha sottolineato di non aver mai modificato il proprio giudizio sul caso Garlasco, spiegando che le sue valutazioni si basano esclusivamente sugli elementi raccolti nel corso delle indagini e sugli atti processuali. Bruzzone ha inoltre parlato del proprio approccio professionale, rivendicando una forte determinazione e una grande indipendenza di giudizio. “Mai, fa parte della mia personalità. Se imbocco una strada ho le mie buone ragioni e non torno mai sui miei passi“, ha affermato rispondendo a una domanda sulla possibilità di cambiare idea.
Alla domanda su quale sia il suo principale punto di forza, la criminologa ha poi spiegato di non sentirsi influenzata dal giudizio degli altri: “Me ne frego di quello che la gente pensa di me. Non voglio ottenere consensi mediatici“. Parole che confermano il suo modo di affrontare il dibattito pubblico: un approccio che, al di là delle polemiche, continua a suscitare attenzione ogni volta che il caso di Garlasco torna al centro della cronaca.
