L’uccisione di Ali Larijani, attribuita a Israele e confermata da Iran, ha innescato una nuova e pericolosa fase della guerra, segnata da attacchi incrociati tra Tel Aviv e Beirut e da un diretto coinvolgimento degli Stati Uniti. In questo scenario, le dichiarazioni del presidente Donald Trump, che rivendica la superiorità militare americana e critica apertamente la NATO, contribuiscono ad aumentare ulteriormente la tensione internazionale.
Strategia americana e tensioni con la NATO
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato la creazione di una coalizione composta da alcuni Paesi arabi — tra cui Qatar, Bahrein, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti — insieme a Israele. Contestualmente, ha espresso forte disappunto verso la NATO per il mancato sostegno alle operazioni nello Stretto di Hormuz, arrivando ad affermare che l’alleanza “non ci serve“.
Il leader americano ha ribadito al Corriere la sua posizione con toni netti: “Andiamo alla grande nella guerra. Stiamo stravincendo” e “NON CI SERVE L’AIUTO DI NESSUNO“. Ha inoltre criticato apertamente gli alleati, dichiarando: “Non è un bene per una partnership quando si dice sì, questa cosa che state facendo è fantastica, ma non vogliamo aiutarvi“.
In questo clima di tensione, si registra anche l’uscita di scena del responsabile dell’antiterrorismo statunitense Joe Kent, dimessosi in polemica con la guerra. Trump ha infine respinto i timori di un nuovo conflitto prolungato, affermando: “Non ho paura di un altro Vietnam“, e ha sottolineato che la linea dura verso Teheran precede qualsiasi influenza israeliana, definendo Israele semplicemente “un partner“.
Iran promette vendetta dopo l’uccisione di Larijani, Trump minimizza: “Guerra finirà tra pochi giorni”
Le tensioni tra Iran e Israele continuano ad aggravarsi dopo che Teheran ha confermato l’uccisione, attribuita a Israele, del capo del Consiglio supremo della sicurezza Ali Larijani. Nello stesso contesto è stato eliminato anche il comandante Qassem Soleimani. La risposta iraniana non si è fatta attendere: un attacco su Tel Aviv ha provocato due vittime, mentre raid sono proseguiti contro obiettivi statunitensi a Baghdad. Parallelamente, Stati Uniti hanno colpito installazioni iraniane nell’area dello stretto di Stretto di Hormuz.
Nel frattempo, Israele ha intensificato i bombardamenti su Beirut, colpendo quartieri centrali densamente abitati come Zuqaq al-Blat e Bashoura. Le esplosioni hanno causato almeno sei morti e decine di feriti, con colonne di fumo visibili in tutta la capitale. Sul piano politico e militare, da Teheran arrivano dichiarazioni dure: il generale Amir Hatami ha promesso che “Il sangue puro” delle vittime “sarà vendicato“, mentre il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha avvertito che le conseguenze del conflitto “colpiranno tutti” e che “L’ondata di ripercussioni globali è appena iniziata e colpirà tutti, indipendentemente dalla ricchezza, dalla religione o dalla razza“.