Argomenti trattati
Recentemente, un noto marchio di moda russo ha attirato l’attenzione mediatica e le critiche dopo aver organizzato un viaggio di lusso a Courchevel, rinomata località sciistica francese. Questo evento ha coinvolto celebrità e influencer, sollevando interrogativi sulla moralità di tali iniziative in un periodo di crisi per il paese.
La celebrazione del marchio e le polemiche che ne seguono
Rendez-Vous, un rivenditore di moda attivo nel segmento dei marchi di lusso e di medio prezzo, ha festeggiato il suo 25° anniversario e il 16° anniversario della sua boutique a Courchevel con un viaggio di quattro giorni. Tra gli ospiti figuravano nomi noti come la personalità dei media Ksenia Sobchak, la blogger Oksana Samoilova, la modella Elena Perminova e lo stylist Alexander Rogov. Questo evento ha comportato costi esorbitanti, stimati in oltre 30 milioni di rubli (circa 396.000 dollari), con una sola cena che ha superato il milione di rubli.
Critiche da parte della politica russa
La risposta a questa ostentazione di lusso è stata immediata e negativa, in particolare da parte di figure politiche conservatrici e sostenitrici del Cremlino. Il deputato ultra-conservatore Vitaly Milonov ha definito il viaggio un ‘sabbath dei porci ucraini’, insinuando che i partecipanti fossero poco patriottici e addirittura ‘cacciatrici d’oro’. Ha suggerito che Rendez-Vous dovrebbe considerare di spostare le proprie operazioni all’estero, evidenziando il contrasto tra il lusso vissuto dai partecipanti e le difficoltà economiche del paese.
Le dichiarazioni di Milonov non sono state isolate. Un altro legislativo, Amir Khamitov, ha descritto le ‘feste stravaganti’ organizzate durante un conflitto bellico come ‘immorali’, esprimendo la sua indignazione per il fatto che alcuni continuano a vivere come se nulla fosse, mentre i soldati russi rischiano la vita sul campo. Khamitov ha affermato che eventi simili mostrano una mancanza di rispetto nei confronti di chi sta combattendo per il paese.
Scandali precedenti e reazioni del pubblico
Il viaggio di Rendez-Vous non è il primo caso di controversie legate a feste di lusso in tempi difficili. Un episodio precedente ha coinvolto la blogger Anastasia Ivleeva, il cui evento ‘quasi nudo’ ha suscitato un’ondata di polemiche. Le celebrità coinvolte in quell’occasione hanno dovuto scusarsi pubblicamente e alcune hanno perso contratti pubblicitari. Questo precedente ha reso la comunità ancora più critica nei confronti dell’evento a Courchevel, evidenziando una crescente sensibilità verso le spese eccessive in un momento di crisi.
Reazioni aziendali e richieste di indagine
La controversia ha preso una piega ulteriore quando è emerso che Rendez-Vous aveva recentemente ridotto salari e bonus per i propri dipendenti, una mossa che ha sollevato il sospetto di comportamenti finanziari discutibili. Il gruppo di destra Sorok Sorokov ha persino richiesto un’indagine da parte del Ministero degli Interni per accertare eventuali violazioni fiscali e finanziarie, accusando l’azienda di organizzare un evento costoso mentre tagliava i compensi ai lavoratori.
In risposta a queste accuse, l’azienda ha dichiarato che i salari non erano stati ridotti, anzi, erano stati aumentati. Hanno anche sottolineato che il loro operato a Courchevel è in corso da anni e che l’invito a influencer aveva come obiettivo quello di migliorare le relazioni con i partner commerciali.
Nel contesto di una Russia in tumulto, questo episodio solleva interrogativi più ampi sulla responsabilità sociale delle aziende e sul modo in cui il lusso e la crisi possono coesistere.