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La Russia inizia il ritiro delle sue truppe da Qamishli, Siria: Cosa significa per la regione?

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La Russia sta ritirando le proprie truppe da Qamishli, segnando un cambiamento significativo nel contesto militare della Siria. Questo sviluppo potrebbe avere ripercussioni profonde sulla stabilità regionale e sull'equilibrio delle forze in atto.

Negli ultimi giorni, la Russia ha avviato il ritiro delle sue forze dal Qamishli airport<\/strong>, un’azione che potrebbe segnare un cambiamento significativo nella sua presenza militare in Siria. Fonti siriane riportano che il trasferimento di attrezzature militari e armi pesanti verso la base aerea di Khmeimim<\/strong>, situata sulla costa occidentale siriana, è già iniziato.

Questa decisione rappresenta il primo passo verso una potenziale diminuzione della presenza russa nella regione, in un contesto di intensificazione delle operazioni delle forze governative siriane.<\/p>

Contesto del ritiro delle forze russe<\/h2>

Le truppe russe sono presenti al Qamishli airport<\/strong> dal 2019, utilizzando la struttura come avamposto strategico per monitorare le attività nel nord-est della Siria e gestire i movimenti delle forze. Tuttavia, il recente rafforzamento delle forze leali al presidente Ahmed al-Sharaa ha portato a una riconquista di territori precedentemente controllati dalle Forze Democratiche Siriane<\/em> (SDF), guidate dai curdi. Questo scenario ha sollevato interrogativi sulla necessità della presenza russa nella zona.<\/p>

Le nuove dinamiche politiche<\/h3>

Il recente rinnovo di un cessate il fuoco di 15 giorni tra le forze governative siriane e i gruppi curdi ha avviato discussioni sulla futura presenza di Mosca nella regione. Secondo rapporti, il governo di Damasco potrebbe formalmente richiedere il ritiro delle forze russe da Qamishli, sottolineando che non ci sarebbero più motivi validi per la loro permanenza. Questo sviluppo è considerato una conseguenza dell’aumento del controllo governativo su province come Hasakah<\/strong>, dove si trova la base aerea.<\/p>

Implicazioni per la Russia e la Siria<\/h2>

Il nuovo governo siriano, insediatosi circa 14 mesi fa, ha esplicitamente dichiarato la volontà di rispettare gli accordi preesistenti con Mosca. Ciò implica che, nonostante il ritiro da Qamishli, le principali basi russe a Khmeimim<\/strong> e Tartus<\/strong> rimarranno operative. Tuttavia, esperti come Anton Mardasov evidenziano che la Russia ha perso il suo ruolo di mediatore regionale, rendendo plausibile un progressivo ritiro dalle aree nord-orientali della Siria.<\/p>

Prospettive future<\/h3>

Con la crescente pressione sulla popolazione curda e un aumento della competizione regionale, la Russia potrebbe veder ridotto il proprio ruolo a livello locale. Le fonti indicano che il ritiro delle truppe da Qamishli potrebbe essere solo l’inizio di un cambiamento più ampio nella strategia militare russa in Siria. La diminuzione della presenza russa nel nord-est potrebbe anche riflettere un allineamento delle forze siriane verso una maggiore centralizzazione del potere e del controllo territoriale.<\/p>