Argomenti trattati
Nel 2026, l’andamento dell’inflazione in Russia ha mostrato un netto miglioramento, secondo i dati forniti dall’agenzia di statistica nazionale Rosstat. Questo cambiamento è stato in gran parte attribuito agli sforzi della Banca Centrale per controllare la crescita dei prezzi, che aveva raggiunto livelli preoccupanti negli anni precedenti.
Le misure adottate dalla Banca Centrale, tra cui il mantenimento dei tassi di interesse intorno al 20% per quasi due anni, hanno avuto un ruolo cruciale.
Sebbene l’elevato spending militare inizialmente avesse dato una spinta all’economia, ha anche contribuito a un’inflazione galoppante. Tuttavia, nel 2026, la crescita dei prezzi è diminuita a circa 5.6%, un calo significativo rispetto al 9.5% registrato nel 2025.
Politiche monetarie e il contesto economico
Con la discesa dell’inflazione, la Banca Centrale ha iniziato a ridurre gradualmente i tassi d’interesse. Questo approccio si è reso necessario a causa delle lamentele delle imprese, che si trovavano a fronteggiare costi di finanziamento elevati che ostacolavano la crescita economica. A novembre, l’inflazione ha mostrato un ulteriore calo, scendendo a circa 6%, il più marcato di tutto il 2026.
Impatto sul bilancio statale
Nonostante il miglioramento dell’inflazione, la crescita economica ha cominciato a stagnare. Nel terzo trimestre, la crescita del prodotto interno lordo (PIL) ha sfiorato lo zero, evidenziando le pressioni sulle finanze pubbliche. Per colmare un deficit di bilancio di circa 50 miliardi di dollari, il governo ha dovuto aumentare le tasse, aggravando ulteriormente la situazione economica per cittadini e imprese.
Spese militari e sanzioni internazionali
Negli ultimi quattro anni di conflitto in Ucraina, la spesa per la difesa russa è aumentata drasticamente. Nel 2026, tale spesa è aumentata del 3% rispetto all’anno precedente, rappresentando circa il 7% del PIL, secondo stime del Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI). Tuttavia, le sanzioni internazionali, in particolare quelle imposte dagli Stati Uniti, hanno messo a dura prova le entrate derivanti dalle esportazioni di energia.
Previsioni future e sfide economiche
Le previsioni per il 2026 indicano una possibile ripresa dell’inflazione, in parte a causa dell’aumento dell’imposta sul valore aggiunto (IVA), che potrebbe esercitare ulteriori pressioni sui prezzi. Inoltre, il governo russo prevede di raccogliere ulteriori 5.5 trilioni di rubli sul mercato interno per affrontare il deficit previsto, un’azione che potrebbe avere implicazioni inflazionistiche.
Con la crescita stagnante e un elevato livello di spesa pubblica destinata alla difesa, il futuro economico della Russia dipenderà dalla capacità del governo di gestire le finanze pubbliche e le relazioni internazionali.