Una lite nata per un motivo apparentemente banale può trasformarsi, nel giro di pochi istanti, in un episodio di estrema violenza. È quanto accaduto a Bologna, dove una discussione tra due famiglie all’interno di parco è degenerata fino a sfociare in un’aggressione con calci, pugni e un coltello. Nell’episodio sono rimasti feriti un padre e una bambina di 11 anni, mentre le indagini della polizia hanno portato all’identificazione del presunto responsabile e all’aggravamento della misura cautelare nei suoi confronti.
Lite per una giostra degenera in un’aggressione armata a Bologna
Come riportato da Il Resto del Carlino e Bologna Today, una banale discussione tra due famiglie per l’utilizzo di una giostrina all’interno del giardino Giancarlo Susini, in via Zaccherini Alvisi a Bologna, si è trasformata in un violento episodio culminato con un accoltellamento e il ferimento di una bambina di 11 anni.
Tutto è accaduto nella serata di domenica, quando il confronto è rapidamente degenerato. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, una donna avrebbe rivolto al padre della famiglia rivale, un cittadino pakistano di 49 anni, pesanti offese a sfondo razzista, per poi contattare telefonicamente il marito. Il 31enne, cittadino tunisino, avrebbe raggiunto il parco armato di coltello e, dopo aver pronunciato «minacce di morte», avrebbe colpito il 49enne con un fendente, oltre a prenderlo a calci e pugni.
Durante i momenti più concitati è rimasta coinvolta anche la figlia undicenne della vittima, intervenuta nel tentativo di difendere il padre. La bambina sarebbe stata spinta a terra mentre cercava di riprendere la scena con il cellulare, riportando lievi ferite. Entrambi sono stati accompagnati al Policlinico Sant’Orsola, dove sono stati medicati e dimessi con una prognosi rispettivamente di sette e due giorni.
Lite al parco per una giostra, poi le coltellate: ferita una bambina, tunisino in carcere
L’intervento degli agenti dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico ha consentito di avviare immediatamente gli accertamenti, grazie anche alle testimonianze raccolte sul posto. Nelle ore successive gli investigatori del commissariato Bolognina-Pontevecchio sono riusciti a identificare il presunto responsabile, successivamente riconosciuto anche dalla vittima. Come riportato dal Corriere, gli approfondimenti hanno inoltre evidenziato che il 31enne sarebbe stato già sottoposto agli arresti domiciliari per altri procedimenti, con la possibilità di lasciare l’abitazione solo in specifiche fasce orarie.
Poiché l’aggressione sarebbe avvenuta in un momento incompatibile con tali prescrizioni, oltre alla denuncia per lesioni personali aggravate gli è stata contestata anche l’accusa di evasione. Alla luce dei nuovi elementi raccolti, l’autorità giudiziaria ha disposto la revoca dei domiciliari e la sostituzione della misura con la custodia cautelare in carcere. L’episodio, nato da una semplice disputa tra bambini per una giostra, si è così concluso con un grave fatto di violenza, aggravato dagli «insulti a sfondo razzista» e dall’utilizzo di un’arma da taglio.
