Il Consiglio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane ha scelto la sua nuova guida: Livia Ottolenghi è la presidente designata, subentrando a Noemi Di Segni. La lista Habait ha ottenuto la maggioranza dei voti all’interno degli organi statutari, avviando così un cambio di passo che mette al centro scuola, formazione e relazioni istituzionali.
Il voto non è stato una semplice formalità.
La squadra che sostiene Ottolenghi ha presentato un programma chiaro: potenziare l’offerta educativa, rafforzare i percorsi formativi e consolidare il dialogo con istituzioni nazionali e locali. Dalla presidenza uscente assicurano che la transizione è avvenuta rispettando tutte le procedure previste dallo statuto.
Chi è la nuova presidente
Livia Ottolenghi ha 63 anni, vive a Roma e insegna Odontoiatria alla Sapienza. Alle spalle ha un lungo impegno nelle strutture della comunità: ha coordinato progetti educativi e partecipato a organismi rappresentativi sia a livello locale sia nazionale. Il suo profilo combina esperienza accademica e dedizione alla vita associativa, con particolare attenzione a asili, scuole e iniziative per i giovani.
Competenze e priorità
Nel suo ruolo di assessore alla Scuola e all’Educazione, Ottolenghi ha guidato team di pedagogisti e formatori, promuovendo progetti per l’empowerment giovanile e il rafforzamento dei legami tra generazioni. Queste esperienze hanno influenzato le priorità del suo programma: migliorare l’offerta educativa, creare percorsi strutturati di partecipazione civica e valorizzare la formazione come leva per la coesione comunitaria.
Governance e rappresentanza
La lista vincente propone una governance più partecipata e rappresentativa. L’intento è di coinvolgere tutte le componenti del Consiglio tramite consultazioni periodiche, organi consultivi e strumenti di rendicontazione. La maggioranza ottenuta in votazione è vista come un mandato per mettere in pratica questo modello, rafforzando al tempo stesso i rapporti con enti pubblici e partner culturali.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Il Consiglio ha annunciato l’avvio delle prime iniziative programmatiche: saranno resi noti tempi e modalità dalle strutture ufficiali dell’Unione. Tra le azioni previste figurano progetti formativi, tavoli tecnici con istituzioni locali e nazionali e collaborazioni con il ministero della Cultura e altri interlocutori, anche per affrontare temi urgenti come la lotta all’antisemitismo e la tutela della memoria della Shoah.
Sfide aperte
La nuova presidenza eredita un periodo di cambiamenti: il mandato precedente, durato quasi dieci anni, è stato segnato da fasi complesse per l’ebraismo italiano. Ora la sfida è tradurre idee e consultazioni in interventi concreti e sostenibili. Occorrerà definire tempi operativi, strumenti di monitoraggio e modalità di coinvolgimento delle comunità sul territorio. La capacità di mediazione e di coniugare competenze accademiche e pratiche pedagogiche sarà centrale per il successo del mandato.
Nei prossimi giorni il Consiglio presenterà il piano di lavoro e il calendario delle prime riunioni tecniche. L’elezione di Livia Ottolenghi segna l’apertura di un nuovo capitolo per l’UCEI, con uno sguardo prioritario sulla scuola e sulla formazione delle nuove generazioni.