Lucio Presta, nel suo libro L’uragano, racconta la rottura con Paolo Bonolis mettendo in scena un intreccio di ragioni professionali e tensioni private. Al centro della narrazione c’è anche Sonia Bruganelli: il testo riporta dialoghi, incontri e confidenze che hanno già acceso il dibattito pubblico. Questa inchiesta ricostruisce le affermazioni principali del volume e prova a misurarne le possibili conseguenze sui rapporti tra i protagonisti.
Il materiale su cui si basa la ricostruzione è lo stesso libro di Presta: l’autore usa il suo racconto per descrivere conversazioni, presunti retroscena e sequenze di eventi. Nel testo compaiono aneddoti e relazioni che, se confermati, potrebbero modificare la percezione del rapporto professionale tra le parti. Vengono inoltre citate manovre legate a ipotesi di rientro in Rai, passaggi che richiedono verifiche puntuali per distinguere i fatti dalle interpretazioni.
Secondo Presta, la distanza tra l’agente e il conduttore è iniziata su scelte editoriali e sulla conduzione di alcuni format. Il libro racconta confronti diretti — telefonate, incontri faccia a faccia, scambi di opinione — che oscillano tra motivi professionali e battute dallo sfondo più personale. L’autore lascia intendere che, dopo una serie di episodi, ogni tentativo immediato di ricomporre la relazione sia diventato impraticabile.
I nomi ricorrenti nel racconto sono quelli di Presta, Bonolis e Bruganelli. Bonolis è spesso presentato come destinatario di critiche, mentre Bruganelli compare frequentemente nelle accuse e nelle confidenze che Presta riporta. Non tutte le affermazioni trovano nei documenti una replica ufficiale delle persone coinvolte: questo gap rende necessarie indagini esterne per ottenere un quadro completo e verificato.
Le accuse messe nero su bianco sollevano interrogativi sulla convivenza tra potere televisivo e sfera privata. Se alcune ricostruzioni venissero confermate, potrebbero avere ricadute sulla reputazione degli interessati, sui rapporti contrattuali e sulle scelte editoriali — fino a influenzare palinsesti e casting. Anche la semplice diffusione di notizie intime in ambienti di lavoro può compromettere la fiducia tra collaboratori e modificare dinamiche professionali consolidate.
Il dibattito è già in corso e nei prossimi giorni conteranno molto le repliche ufficiali dei coinvolti e le verifiche documentali indipendenti. Per chiarire singole affermazioni serviranno riscontri diretti, testimonianze e, se del caso, audizioni formali che possano stabilire responsabilità e possibili conseguenze.
Nel racconto di Presta, la vicenda si intreccia con le dinamiche Rai‑Mediaset. Dopo il trasferimento di Amadeus al canale Nove, si sarebbe aperta l’opportunità di ripensare volti e programmi in Rai: il libro parla di proposte per riportare Bonolis a affari tuoi e persino di un’ipotesi legata al Festival di Sanremo. Queste mosse, secondo l’autore, avrebbero inciso sui rapporti produttivi. Viene poi riferito che una società riconducibile a Bruganelli non compariva nell’albo fornitori Rai, dettaglio che il testo indica come potenziale rischio professionale in vista di un possibile approdo su Rai1.
Presta descrive anche una contesa interna alle direzioni editoriali: da una parte chi spingeva per il ritorno del conduttore in Rai, dall’altra chi voleva trattenerlo in Mediaset. Tra strategie manageriali, rapporti con fornitori e valutazioni legali, il confronto sarebbe presto degenerato in sospetti personali — alimentati, secondo il libro, dalla voce su un presunto incontro intimo che avrebbe scatenato ripercussioni reputazionali.
La rivelazione decisiva, sempre secondo il volume, riguarda proprio quella segnalazione: la testimonianza che circola viene descritta come vaga — “tanto tempo fa”, “una volta sola” — e priva di dettagli verificabili. Per Presta questa imprecisione avrebbe intaccato la credibilità della versione riportata, con effetti negativi sull’immagine delle persone coinvolte.
Il libro riporta infine un confronto diretto tra Presta e Bonolis, durante il quale l’agente avrebbe chiesto chiarimenti e respinto alcune accuse. Presta sostiene di poter indicare testimoni — costumisti, truccatori e altri collaboratori — disposti a confermare alcune sue ricostruzioni. Nei documenti citati emerge la richiesta di avviare accertamenti specifici per valutare la fondatezza delle accuse e le eventuali conseguenze disciplinari o soluzioni concordate.
Il materiale su cui si basa la ricostruzione è lo stesso libro di Presta: l’autore usa il suo racconto per descrivere conversazioni, presunti retroscena e sequenze di eventi. Nel testo compaiono aneddoti e relazioni che, se confermati, potrebbero modificare la percezione del rapporto professionale tra le parti. Vengono inoltre citate manovre legate a ipotesi di rientro in Rai, passaggi che richiedono verifiche puntuali per distinguere i fatti dalle interpretazioni.0