La vicenda di Caselle Torinese racconta un dramma familiare estremo: una donna è morta dopo essere stata colpita alla testa con un sparachiodi dal proprio figlio. Questo episodio mette in luce i rischi della violenza domestica e le conseguenze tragiche che possono derivare da conflitti familiari degenerati.
Luciana Cat Berro è morta in ospedale: il figlio accusato di omicidio
Il figlio, Luca Ferri, era stato fermato dai carabinieri della compagnia di Venaria Reale già la notte successiva all’aggressione, dopo aver lui stesso chiamato il 112 per segnalare l’accaduto. Prima dell’episodio, in un audio inviato a un amico, aveva manifestato l’intenzione di “liberarsi” della madre a causa di litigi ripetuti.
L’uomo si trova ora detenuto nel carcere delle Vallette a Torino e sarà incriminato per omicidio volontario; l’avvocata Ilenia Caratozzolo ne cura la difesa. Il pubblico ministero Fabiola D’Errico sta seguendo le indagini e ha già provveduto alla convalida dell’arresto, durante la quale Ferri si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Luciana Cat Berro è morta in ospedale: la donna era stata ferita con una sparachiodi
Luciana Cat Berro, 65 anni, è morta ieri sera all’ospedale Giovanni Bosco di Torino, dove era stata ricoverata in condizioni critiche dopo essere stata colpita alla testa con una pistola sparachiodi dal figlio Luca Ferri, 40 anni. L’aggressione era avvenuta nella notte tra venerdì 23 e sabato 24 gennaio nella cascina di Caselle Torinese in cui madre e figlio convivevano. Le ferite riportate erano gravissime, con traumi cranici e cerebrali che i medici non sono riusciti a contrastare, portando al decesso della donna dopo giorni di ricovero e cure intensive.