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Malattia di Crohn, torna la campagna Crohnostorie

Milano, 16 ott. (askanews) – In Italia circa 150mila persone soffrono della malattia di Crohn, una patologia infiammatoria cronica dell’intestino, che può incidere profondamente sulla vita. Torna “Crohnostorie – Storie di vita senza confini”, campagna promossa da AbbVie con AMICI Italia ETS e IG-IBD per raccontare l’esperienza dei pazienti.Al centro della seconda edizione c’è un video di circa due minuti, che racconta un momento semplice: un uomo abbraccia la compagna e guarda un film.

Si commuove per essere riuscito a vivere quel momento senza pause dovute alla malattia. Un gesto quotidiano che per chi convive col Crohn può rappresentare una riconquista.Le parole di Edoardo Vincenzo Savarino, professore Associato di gastroenterologia presso l’Università degli Studi di Padova e segretario generale IG-IBD: “Sicuramente è una malattia per cui necessitiamo terapie farmacologiche sempre più innovative, sempre più in grado di raggiungere quegli obiettivi terapeutici che ci prefissiamo quando trattiamo un paziente e che vanno dalla risoluzione sintomatologica alla guarigione endoscopica, ma anche la guarigione radiologica e la guarigione trasmurale, che sappiamo essere associata a una minore probabilità di avere complicanze significative e a un miglioramento della qualità di vita per i pazienti che presentano questa patologia”.I progressi della ricerca hanno ampliato gli obiettivi della cura: non solo controllare i sintomi, ma anche puntare alla remissione e al benessere completo.

Eppure, secondo lo studio italiano IBD-PODCAST, il 53% dei pazienti con malattia di Crohn non raggiunge un controllo ottimale, spesso senza esserne consapevoli.Caterina Golotta, direttore medico di AbbVie Italia, ci spiega dunque quale sia l’impegno dell’azienda in gastroenterologia e cosa abbia spinto a realizzare questo evento: “Comunicare ai pazienti i possibili obiettivi e i possibili risultati che le nuove opzioni terapeutiche offrono è un elemento fondamentale.

Altrettanto fondamentale è l’impegno in R&S che AbbVie ha in quest’area terapeutica da più di vent’anni, che si esplica sia come ricerca e sviluppo vera e propria sia come generazione di evidenze di vita reale che permettono di focalizzare ed elevare i bisogni clinici insoddisfatti dei pazienti”.L’obiettivo è incoraggiare a parlare con il gastroenterologo, per tornare a vivere pienamente i momenti più semplici.

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