Il caso di Don Alì, noto influencer torinese autoproclamatosi “il re dei maranza”, ha acceso i riflettori sul fenomeno dello stalking. Sotto processo per aggressioni e minacce a un maestro elementare, il giovane ha chiesto di essere sottoposto a una perizia psichiatrica, mentre la sua vicenda evidenzia i rischi dei comportamenti violenti amplificati dai social media.
Il ‘re dei maranza’ Don Alì: l’aggressione al maestro e la risonanza mediatica
L’inchiesta è scaturita dalla denuncia del docente, aggredito a fine ottobre insieme alla figlia di appena tre anni da Don Alì e dal suo gruppo, che lo accusavano di aver maltrattato un alunno, definito come “il nipote” o “la nipote” di uno dei partecipanti alla spedizione punitiva. L’insegnante sarebbe stato inseguito, circondato, schiaffeggiato e minacciato, con l’episodio filmato e pubblicato sui social, ottenendo centinaia di migliaia di visualizzazioni. Le immagini hanno mostrato persino il volto della figlia dell’uomo, mentre l’accusa di pedofilia nei confronti del maestro è stata successivamente smentita dagli accertamenti della Procura.
Dopo l’aggressione, Don Alì ha rinnovato le minacce in un’intervista a Le Iene: “Se la prossima volta abusi un bambino, finirà molto peggio”. L’istituto delle Immacolatine, dove lavora il docente, ha sporto querela autonoma per diffamazione, richiedendo un risarcimento milionario per i danni d’immagine.
Durante le indagini, la Squadra Mobile ha ricostruito anche un episodio dell’11 novembre, quando il tiktoker avrebbe colpito con una mazza chiodata il parabrezza dell’auto della troupe di Dritto e Rovescio, frantumandolo.
Il ‘re dei maranza’ Don Alì imputato per stalking e diffamazione: “Fatemi una perizia psichiatrica”
Alì Said, noto come Don Alì e autoproclamatosi “il re dei maranza”, ha chiesto di essere sottoposto a una perizia psichiatrica nell’ambito del procedimento che lo vede imputato per stalking e minacce nei confronti di un maestro elementare di Barriera di Milano. La richiesta, avanzata dalla sua legale Federica Galante, sarà ora valutata dal Tribunale.
La Procura, con il pm Roberto Furlan, aveva inizialmente chiesto per il 24enne il giudizio immediato, che permette di saltare l’udienza preliminare e andare direttamente al dibattimento. La difesa, invece, punta al rito abbreviato, condizionato all’autorizzazione del giudice per la perizia volta a verificare la capacità di intendere e di volere dell’imputato, condizione che consentirebbe, in caso di condanna, una riduzione di un terzo della pena.
“Fatemi una perizia psichiatrica”, ha dichiarato lo stesso influencer, che nel frattempo ha chiuso tutti i profili social. Attualmente detenuto nel carcere di Brissogne (Aosta), dove è stato trasferito da Torino, Don Alì si trova in custodia cautelare da novembre scorso, dopo un arresto a seguito di un inseguimento durante il quale si era nascosto nelle cantine di un palazzo. Due suoi presunti complici restano sottoposti all’obbligo di firma. Il processo inizierà a marzo.