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milano-cortina 2026: prevenzione neurologica e sport al convegno di bormio

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il convegno “un cervello da medaglia d’oro” ha messo al centro prevenzione, trauma cranico e collaborazione tra ospedali per garantire cure tempestive durante le olimpiadi

Nel contesto delle Olimpiadi invernali Milano‑Cortina 2026, a Bormio si è svolto il convegno “Un cervello da medaglia d’oro”, promosso dalla sezione Lombardia della Società italiana di neurologia (SIN). L’incontro, tenutosi il 13 , ha riunito specialisti, rappresentanti istituzionali e atleti. L’obiettivo dichiarato è stato porre la prevenzione neurologica al centro del dibattito pubblico, evidenziando legami tra attività sportiva agonistica e tutela della salute cerebrale della popolazione locale e dei turisti.

La scelta di Bormio

Bormio è stata indicata come sede per il legame diretto con le gare di sci alpino maschile. La città ha offerto un palcoscenico funzionale per mostrare come sport e salute cerebrale siano interconnessi. Gli esperti del settore confermano che la posizione e l’attenzione mediatica legata alle competizioni favoriscono la diffusione di messaggi di prevenzione.

Perché la prevenzione neurologica è una priorità

Nel contesto del convegno, Mario Zappia ha richiamato l’urgenza di potenziare le politiche preventive per le malattie neurodegenerative. Ha osservato che mentre in altre discipline come cardiologia e oncologia la prevenzione ha già mostrato benefici concreti, nelle neuroscienze il percorso resta incompleto. Gli esperti del settore confermano l’esistenza di fattori di rischio modificabili su cui intervenire precocemente per ridurre incidenza e gravità delle patologie.

Zappia ha inoltre indicato il trauma cranico come un elemento di rischio accumulabile nel tempo e rilevante per la salute cerebrale a lungo termine. Ha sottolineato la necessità di strategie integrate che includano educazione pubblica, screening mirati e protocolli di intervento post-trauma. Le proposte mirano a ridurre i costi sanitari e a migliorare gli esiti funzionali dei pazienti.

Gli interventi suggeriti prevedono campagne informative, formazione degli operatori e studi longitudinali per valutare l’efficacia delle misure preventive. Tra gli sviluppi attesi vi è una maggiore integrazione tra servizi territoriali e centri specialistici, con l’obiettivo di individuare precocemente i soggetti a rischio e monitorarne l’evoluzione.

Trauma cranico e sicurezza nello sport

In continuità con la richiesta di integrazione tra servizi territoriali e centri specialistici, gli operatori hanno sottolineato l’urgenza di protocolli dedicati per il trauma cranico negli eventi sportivi. Gli esperti del settore confermano che una gestione standardizzata sui campi di gara riduce i tempi di diagnosi e migliora gli esiti funzionali a lungo termine. Interventi organizzativi e clinici coordinati sono necessari per individuare tempestivamente le lesioni gravi.

Misure raccomandate comprendono l’impiego di adeguati dispositivi di protezione, la presenza di personale medico specializzato e percorsi logistici verso centri ospedalieri di riferimento. È fondamentale definire procedure per l’identificazione precoce della concussione e per la gestione delle recidive. Studi clinici indicano che interventi tempestivi contribuiscono a limitare le complicanze e a ridurre la probabilità di sviluppare disturbi neurodegenerativi dopo lesioni ripetute.

Rafforzare la rete ospedaliera e i percorsi assistenziali

In continuità con l’appello a integrare servizi territoriali e centri specialistici, il dottor Simone Vidale ha ribadito la necessità di una reale sussidiarietà tra strutture sanitarie. Gli esperti del settore confermano che percorsi organizzat­i e integrati consentono interventi tempestivi e uniformi su tutto il territorio regionale.

Proteggere il cervello, ha osservato Vidale, equivale a tutelare la prima infrastruttura del corpo umano. Investire in percorsi clinico-assistenziali tempo-dipendenti migliora la qualità della vita dei pazienti neurologici e contribuisce alla sostenibilità del sistema sanitario regionale.

Integrazione tra ospedali e gestione delle emergenze

In continuità con il richiamo ai percorsi assistenziali, le istituzioni hanno ribadito il valore della collaborazione tra ospedali e servizi di emergenza. Il direttore generale Welfare di Regione Lombardia, Mario Melazzini, ha sottolineato l’importanza della rete delle neuroscienze e della cooperazione tra l’ospedale Niguarda e le strutture della Valtellina. Per la componente emergenza-urgenza, Massimo Lombardo di AREU ha evidenziato come l’integrazione con la neurologia sia essenziale per le patologie a finestra temporale limitata, quali l’ictus e altre condizioni acute.

Visione integrata: one brain, one health

In continuità con la necessità di integrare neurologia e rete ospedaliera per le emergenze acute, il past president SIN Alessandro Padovani ha rilanciato il concetto di One Brain, One Health. Ha sottolineato che la salute del cervello deve essere considerata alla pari degli altri organi nella programmazione sanitaria. Disturbi comuni come cefalea e insonnia e malattie croniche quali Parkinson e sclerosi multipla colpiscono una quota rilevante della popolazione. Per questo servono percorsi di prevenzione e terapie coordinate tra livelli assistenziali.

Dal versante politico, Emanuele Monti, presidente della IX commissione permanente Welfare, ha assicurato che i temi emersi saranno portati nelle sedi istituzionali. Ha dichiarato che l’obiettivo è tradurre le proposte in azioni concrete e pragmatiche. La sindaca di Bormio, Silvia Cavazzi, ha espresso soddisfazione per l’ingresso dell’ospedale Morelli nella rete regionale. Ha definito l’accordo una garanzia per la popolazione locale e per i visitatori della zona.

Sport, comunità e messaggio finale

Il presidente del CONI Lombardia, Marco Riva, ha ricordato il ruolo dello sport come strumento di benessere fisico e mentale e come leva di integrazione sociale. Alla manifestazione sono intervenuti gli olimpionici Yuri Confortola e Giuliano Razzoli, che hanno sottolineato il legame tra allenamento fisico e resilienza mentale. L’intervento di Andrea Panzeri, presidente della commissione medica FISI, ha posto il tema della tutela sanitaria come elemento complementare alle pratiche sportive.

Dal confronto a Bormio è emerso un messaggio operativo: la priorità è la prevenzione. Creare reti cliniche efficaci, promuovere campagne mirate sui fattori di rischio e garantire risposte tempestive nelle emergenze sono state indicate come azioni concrete. Le istituzioni locali e le strutture sanitarie coinvolte sono chiamate a tradurre gli impegni in percorsi organizzativi e sanitari per proteggere il cervello degli atleti e dei cittadini.