L’Italia si trova oggi al centro di una nuova forma di conflitto globale: la cosiddetta «guerra ibrida». Non si tratta solo di minacce militari, ma di una strategia sistemica che combina cyberattacchi, disinformazione, pressione economica e influenze politiche. Secondo il dossier del ministro della Difesa Guido Crosetto, presentato al Quirinale, il Paese è già sotto attacco continuo, con infrastrutture critiche, centri decisionali e l’opinione pubblica nel mirino di potenze straniere come Russia, Cina, Iran e Corea del Nord.
Il dossier del ministro Crosetto: minacce globali e necessità di un sistema integrato
Il dossier, come riporta il Corriere della Sera, evidenzia che l’Italia non è sotto pressione solo dalla Russia. La Cina, con una strategia «multivettoriale», mira a combinare leve economiche, tecnologiche e diplomatiche per indebolire l’Unione Europea e acquisire know-how strategico. L’Iran sfrutta invece milizie regionali, coercizione su choke points marittimi e attacchi cibernetici, mentre la Corea del Nord porta avanti operazioni di cyber-estorsione, furto di criptovalute e spionaggio digitale tramite gruppi statali specializzati. L’Italia risulta vulnerabile in settori strategici come trasporti, sanità, finanza, telecomunicazioni ed energia, con attacchi sotto soglia ormai quotidiani che rendono complessa la capacità di risposta nazionale.
In questo contesto, Crosetto ribadisce l’urgenza di costruire un “sistema integrato di difesa cibernetica“, capace di affrontare le operazioni ibride in maniera coordinata e rapida. La collaborazione internazionale con partner europei e atlantici è fondamentale per aumentare la resilienza e sviluppare contromisure efficaci contro tentativi di destabilizzazione sempre più sofisticati.
La velocità e la continuità delle azioni ostili richiedono una ristrutturazione della difesa nazionale, che deve estendersi oltre il campo militare per proteggere la sicurezza civile, economica e sociale del Paese. Come Crosetto denuncia, “l’Occidente spesso decide di non reagire“, rendendo ancora più urgente la costruzione di strumenti di protezione moderni e integrati.
“La minaccia ibrida della Russia è ormai sistemica”, l’allarme di Crosetto
Il dossier presentato al Quirinale dal ministro della Difesa Guido Crosetto delinea una visione dettagliata della Russia come principale fonte di rischio per l’Europa. Nelle pagine del documento, emerge un quadro chiaro: Mosca sarebbe pronta a utilizzare “tutti gli strumenti, da quelli informatici alla pressione economica” per compromettere la stabilità occidentale.
L’Italia, secondo il dossier, rappresenta un obiettivo strategico per destabilizzarla al suo interno, con campagne di disinformazione, sabotaggi e attacchi mirati alle infrastrutture critiche. L’offensiva russa viene descritta come un “approccio sistemico spregiudicato“, con un aumento significativo delle attività ibride nel 2024 in ambito «informatico», «cybernetico», «economico», «diplomatico» e «militare».
Il dossier individua tre settori particolarmente vulnerabili: energia, infrastrutture critiche ed ecosistema politico-sociale. Nonostante il rifornimento energetico non dipenda più dal petrolio russo, restano fragilità strutturali, mentre porti, aeroporti e sistemi di comunicazione rappresentano punti sensibili che potrebbero essere colpiti anche da droni, come già avvenuto nel Nord Europa.
Per contrastare queste minacce, il documento propone la creazione di un’arma cyber dedicata alla guerra ibrida, un centro popolato da esperti e hacker selezionati, con possibilità di gestione diretta da Palazzo Chigi o sotto il ministero della Difesa. Come sottolinea Crosetto, “la guerra ibrida è continua e colpisce infrastrutture critiche, centri decisionali, servizi essenziali e la tenuta di ogni Paese, con rischi quotidiani e crescenti di danni catastrofici“.