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Bomba esplode in stazione: ucciso un agente

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Paura a Mosca dopo l’attacco notturno: esplode bomba stazione Mosca, un agente ucciso e uno ferito grave. Indagini in corso, area isolata e caccia all’attentatore nella città sotto shock diffuso.

La notte di Mosca viene spaccata in due alle 00:05. Un boato secco, improvviso, dove? In zona stazione Savelovsky qualcuno pensa a un incidente, altri capiscono subito che no, non è proprio un incidente.

Quando l’esplosione di una bomba scuote la stazione di Mosca

L’aria vibra, i vetri tremano… Una pattuglia della polizia, ferma per il consueto controllo notturno, viene investita in pieno da una deflagrazione violentissima.

Esplode una bomba in stazione a Mosca e un agente muore sul colpo e l’altro resta a terra, ferito gravemente. iene portato d’urgenza in ospedale, i medici provano a stabilizzarlo ma le condizioni sono decisamente critiche. Lo diranno più tardi…

Secondo quanto riferito dal Ministero dell’Interno russo, l’azione è stata rapida e molto mirata. Quasi brutale, un uomo non identificato si sarebbe avvicinato all’auto di servizio. Pochi passi sì ma essuna esitazione. Poi l’ordigno. L’esplosione bomba, spiegano fonti ufficiali, era abbastanza potente da non lasciare possibilità di scampo all’agente seduto dal lato più esposto. I soccorsi arrivano, ma è inutile. Troppo tardi. Intorno, il silenzio tipico della notte moscovita si trasforma in confusione. Qualcuno scappa. Qualcun altro guarda. Qualcun altro ancora filma, di nascosto.

Dopo l’esplosione bomba alla stazione di Mosca: caccia all’uomo e città blindata

Il sospettato fugge e si dilegua approfittando del buio e dell’oscurità, sfruttando il caos. È uno dei punti più inquietanti di tutta la vicenda. Lo confermano dal Ministero dell’Interno: «Le ricerche sono in corso». Parole asciutte sì ma dietro, però, c’è molto di più. Posti di blocco attivati in diversi quartieri, controlli rafforzati, pattuglie supplementari. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza vengono analizzate una per una. Fotogramma dopo fotogramma. Qualcuno parla di una fuga pianificata. Ma ufficialmente non si va oltre. Esplode una bomba nei pressi della stazione di Mosca e l’area attorno alla stazione Savelovsky resta isolata per ore. Artificieri al lavoro, investigatori piegati sull’asfalto, torce accese anche quando non servirebbero. Ogni frammento viene raccolto. Ogni dettaglio potrebbe dire qualcosa sulla natura dell’ordigno. O su chi l’ha piazzato. Intanto la città trattiene il fiato. La stazione è uno snodo ferroviario cruciale, sempre presidiato. Ed è proprio questo che inquieta di più. Se può succedere lì, può succedere ovunque.

Mentre la polizia scientifica esamina i resti dell’auto di pattuglia, il cordoglio per l’agente ucciso si mescola alla paura. Non ci sono ancora nomi, non ci sono funerali. Solo un vuoto improvviso. Gli inquirenti russi, fanno sapere fonti ufficiali, stanno concentrando tutte le risorse disponibili su due aspetti: la rapidità dell’attacco e la fuga del responsabile. Tutto il resto, per ora, resta sullo sfondo. Come la notte di Mosca. Tornata silenziosa. Ma diversa da prima.