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Moskva: confermata condanna a quattro anni per adolescente che ha affisso poster anti-Kremlin

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La condanna di una giovane per aver espresso opinioni contro il governo russo evidenzia la repressione della libertà di parola nel paese.

Un tribunale della regione di Mosca ha confermato la sentenza di quattro anni di carcere per Eva Bagrova, una ragazza di 17 anni, accusata di aver esposto poster che ritraevano combattenti russi impegnati nel conflitto in Ucraina. Questo caso ha suscitato un ampio dibattito sull’oppressione della libertà di espressione nel paese, in un contesto di crescente controllo governativo.

Il caso di Eva Bagrova

Bagrova è stata arrestata nel dicembre a San Pietroburgo dopo aver affisso i poster in una bacheca informativa della sua scuola. Tra le figure rappresentate c’era Denis Kapustin, noto per essere il leader del Corpo Volontario Russo, un gruppo di russi anti-Kremlin che combatte al fianco delle forze ucraine. Kapustin è anche conosciuto per le sue connessioni con ambienti di estrema destra e per aver creato un marchio di abbigliamento che utilizzava simboli nazisti.

La condanna e le accuse di abuso

Nel mese di ottobre, un giudice ha emesso la condanna per giustificazione del terrorismo, ma i dettagli del suo caso sono emersi solo recentemente. Inizialmente, Bagrova era stata posta agli arresti domiciliari, per poi essere trasferita in un centro di detenzione preventiva. Durante un’udienza, ha denunciato di aver subito minacce di abusi fisici da parte delle forze dell’ordine che la interrogavano.

Le autorità hanno respinto le sue affermazioni definendole “soggettive”, in un chiaro tentativo di minimizzare la gravità delle accuse.

Contesto di repressione e controllo nelle scuole russe

Negli ultimi anni, le scuole pubbliche in Russia hanno vissuto un periodo di severo controllo governativo, in particolare, quando la propaganda a favore dei soldati russi impegnati in Ucraina è diventata predominante nel sistema educativo. Secondo Dmitry Anisimov, portavoce dell’osservatorio dei diritti umani OVD-Info, le autorità monitorano con particolare attenzione l’educazione e l’indottrinamento dei minori, reagendo in modo eccessivo a qualsiasi segno di disobbedienza.

Le conseguenze per i giovani dissidenti

È stato stimato che almeno nove minori siano stati incarcerati in Russia per accuse di natura politica. Il monitoraggio della libertà di espressione e il clima di paura che ne deriva hanno creato un ambiente in cui i giovani attivisti sono sempre più vulnerabili a persecuzioni legali. L’avvocato Dmitri Arevkin, che inizialmente ha difeso Bagrova, ha confermato la sentenza e ha comunicato di aver interrotto la sua collaborazione con lei.

Il panorama politico in Russia

Il caso di Eva Bagrova non è isolato. Illustra il crescente clima di paura che avvolge chiunque esprima opinioni contrarie al regime. Con la repressione della libertà di parola, il governo russo sta cercando di mantenere il controllo e dissuadere i giovani dall’impegnarsi in atti di dissenso. Le voci critiche, come quella di Bagrova, rischiano di essere silenziate in un contesto di crescente autoritarismo.

Il mondo osserva con preoccupazione mentre i diritti umani in Russia continuano a deteriorarsi. La condanna di Bagrova rappresenta un campanello d’allarme per tutti coloro che credono nella libertà di espressione e nei diritti civili.