Padova, 11 apr. (askanews) – Nonostante i grandi passi in avanti della ricerca contro l’HIV, il virus continua a circolare. In Italia si stimano circa 140 mila persone con Hiv di cui 2.349 nuovi casi nel 2024 di cui la metà tra gli eterosessuali nella fascia di età compresa tra i 40 e i 49 anni.Per fare il punto su questa epidemia silente, i percorsi di offerta e di presa incarico, a fronte delle opportunità che l’innovazione ha prodotto, in Veneto, regione virtuosa in termini di percorsi di prevenzione e cura, Motore Sanità ha organizzato l’evento ‘L’infezione da HIV, l’epidemia silente di cui non si parla abbastanza’, grazie al contributo incondizionato di VIIV Healthcare.Parola d’ordine prevenzione e mai abbassare la guardia come sottolinea Manuela Lanzarin, Presidente della Quinta Commissione consiliare del Veneto: “E’ una di quelle patologie croniche che però è silente, 2.350 nuovi casi all’anno in Italia non sono pochi, significa che questa infezione sta ancora circolando.
Il dato positivo è che c’è una cura, c’è un’aspettativa di vita e si può vivere anche quando si incontra una malattia come questa. L’informazione e la comunicazione sono importanti e quando si deve affrontare il percorso della malattia, quindi l’aderenza alla terapia. Credo che l’elemento principale sia rispetto a questi 2.350 nuovi casi all’anno è quella della prevenzione e l’investimento in prevenzione.
Oggi sappiamo che l’Oms parla sempre più di pilastro prevenzione, investire in prevenzione che non significa avere subito i risultati ma un risultato che nel corso degli anni può dare degli importanti obiettivi e può anche andare a razionalizzare la spesa e mettere in campo una qualità di vita migliore anche per quanto riguarda l’Hiv la prevenzione, l’informazione e responsabilità delle persone, fa la differenza. E’ chiaro che anche presso le scuole, l’educazione ai giovani tra pari, i ragazzi della stessa età che si parlano tra loro per essere tutti più responsabili e consapevoli che ancora circola questa infezione che bisogna stare attenti. I nostri comportamenti sono importanti per noi ma anche per chi è vicino a noi”. Negli ultimi anni molta fiducia è stata riposta sulla PrEP (Profilassi Pre-Esposizione), ossia l’assunzione di farmaci antiretrovirali da parte di una persona non infetta, ma con comportamenti a rischio di acquisizione d’infezione. Tuttavia, la PrEP è ancora solo parzialmente praticata nonostante diversi studi clinici ne abbiano dimostrato un’efficacia vicina al 90%.Serve grande attenzione come evidenzia Claudio Zanon, direttore scientifico di Motore Sanità: “Ci siamo riuniti a Padova perché l’infezione da Hiv non è passata come si può pensare, è vero che ci sono terapie importanti e adesso stanno uscendo le long acting che permetteranno una maggiore aderenza e e una prevenzione ancora più efficace ma purtroppo abbiamo ancora circa 2.300 casi all’anno di Hiv con l’incidenza di 4 casi ogni 100mila abitanti. Il Veneto è messo meglio siamo al 3,2% ma l’attenzione deve essere sempre alta e deve essere possibile fare i test diagnostici adesso c’è anche l’autotest in farmacia, ci sono terapie innovative ma c’è ancora un problema di comunicazione, ormai i pazienti con hiv hanno un’aspettativa di vita uguale agli altri, la cosa è favorevole ma il sommerso esitse ancora”.Anna Martini, Direzione Farmaceutico-Protesica Dispositivi medici della Regione Veneto fornisce il quadro sui farmaci richiesti in Veneto: “Il numero di pazienti affetti da Hiv è in crescita in tutt’Italia l’incidenza è in aumento, Anche nel Veneto con un tasso più basso rispetto alla media nazionale. Per quanto riguarda i trattamenti i pazienti trattati in Veneto sono aumentati nell’ultimo anno, è aumentato il numero di consumo di farmaci specifici per il trattamento dell’Hiv. Quello che dobbiamo fare è agire sulla prevenzione”.In Veneto, nel corso dell’anno 2024 sono state registrate 163 nuove diagnosi di Hiv, pari ad un’incidenza di 3,2 casi ogni 100.000 residenti (incidenza leggermente inferiore alla media nazionale pari a 4,0 nuovi casi/100.000 residenti). Si stima che, alla fine del 2024, vi fossero 24.790 casi prevalenti in Italia, dei quali 1.253 in Veneto.Ecco perché tornare a parlare di Hiv può sensibilizzare a comportamenti più sicuri e responsabili.