L’assassinio di Chiara Poggi è uno dei casi che ha ottenuto e sta ottenendo più successo mediatico nella storia recente. Ne parlano continuamente giornali e televisioni, tutti alla ricerca di quella notizia non rivelata in grado di cambiare un quadro che fino a qualche anno fa sembrava definito totalmente.
Le novità dopo l’analisi del PC di Stasi
Un possibile punto di svolta potrebbe arrivare dopo l’ultima perizia che ha visto controllare i file contenuti all’interno della cartella “militare” presente nel PC di Alberto Stasi e da lui consultata la sera prima del delitto.
All’interno vi sarebbero fotografie pedo-pornografiche che Chiara avrebbe scoperto. Questa pista potrebbe cambiare lo scenario, la famiglia di Chiara alla ricerca di verità e giustizia ha perseguito la possibilità di vedere ribaltato l’attuale scenario.
Se venisse confermata l’ipotesi che lega Chiara e la sua rabbia dopo la visione di quella cartella, quindi la furia di Stasi lo avrebbe portato a commettere l’omicidio, il quadro cambierebbe totalmente. Si passerebbe da una pena di 16 anni all’ergastolo.
Gli avvocati di Stasi reputano le prove non rilevanti, perché il PC è già stato scandagliato diverse volte e come riporta The Social Post, loro puntualizzano che bisognerebbe verificare il PC di Chiara in quanto vittima e non quello di Stasi.
Il movente dell’uccisione di Chiara Poggi
La scoperta del materiale contenuto nel PC di Stasi e visionato da Chiara avrebbe fatto scattare l’ira di Alberto che l’avrebbe uccisa all’interno della sua casa. Questo potrebbe essere il possibile movente dell’omicidio.
Come fa osservare The Social Post la pista percorsa dagli avvocati della famiglia Poggi, che hanno analizzato il PC di Stasi con moderne tecnologie, potrebbe essere quella giusta.
Il condizionale è d’obbligo perché non si hanno prove certe. Tuttavia cambierebbe tutto il quadro indiziario odierno, alimentato dal caso Sempio che vede l’amico del fratello di Chiara come sospettato dell’omicidio.
Sarà difficile trovare la verità in breve tempo, d’altronde si sta parlando di un caso che da 18 anni divide l’opinione pubblica rispetto all’innocenza o la colpevolezza di Alberto Stasi, che sta scontando la sua pena in carcere, ci si chiede davvero quando tutto questo sarà finito, facendo quindi tornare alla pace i genitori ed un fratello, la cui unica certezza che li accompagna da 18 anni è che Chiara non tornerà più.