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Municipio storico di Limoges in fiamme: la torre dell’orologio crolla

Municipio storico di Limoges in fiamme: la torre dell’orologio crolla

Una protesta si conclude con l’incendio che riduce in macerie il cuore storico di Limoges.

Il 17 ottobre 2026 la Francia è stata scossa da una serie di manifestazioni che hanno coinvolto gilet gialli, studenti e vari gruppi sociali. Le proteste, nate inizialmente contro l’aumento dei prezzi, si sono rapidamente trasformate in scontri con le forze dell’ordine in numerose città, da Parigi a Marsiglia, passando per Rennes e Rouen.

Le autorità hanno registrato più di 1.200 fermi e 150 agenti di polizia feriti mentre il presidente ha lanciato un appello alla calma.

Nel cuore della regione dell’Alta Vienne, a Limoges, la situazione è degenerata in maniera drammatica. Dopo la conclusione di una manifestazione contro il caro vita, un gruppo di individui radicali ha incendiato il municipio di Limoges edificio simbolo del XIX secolo ispirato al municipio di Parigi.

Il rogo ha rapidamente avvolto la struttura, alimentato da venti contrari che hanno favorito la propagazione delle fiamme.

Incendio al municipio storico di Limoges

Secondo le dichiarazioni del sindaco Guillaume Guérin, il incendio ha avuto inizio sul tetto per poi migrare verso i piani inferiori, con la successiva caduta della torre dell’orologio.

Guérin, visibilmente commosso, ha sottolineato che le fiamme hanno distrutto la sala dei matrimoni e l’anagrafe, unità amministrative cruciali per la cittadinanza. Il prefetto Maurice Barate ha definito l’evento una “catastrofe per il patrimonio”, denunciando un “atto deliberato di vandali”. Nessuna persona è rimasta ferita, ma la portata dei danni è stata definita “gravissima”.

Danni strutturali e perdita del patrimonio

Le indagini preliminari indicano che il tetto si è crollato sui piani inferiori, risparmiando soltanto l’ala ovest. Inoltre, quasi due terzi della facciata stanno per scomparire, trasformando un capolavoro architettonico in una scultura di rovine. Il rogo ha provocato la perdita irrecuperabile di elementi decorativi originali e di archivi storici conservati nella sede. Il sindaco ha dichiarato che la ricostruzione richiederà risorse ingenti e un attento studio per preservare l’identità storica della città.

Le proteste in tutta la Francia e la risposta delle autorità

Parallelamente all’evento di Limoges, le proteste si sono intensificate in altre metropoli. A Parigi, i manifestanti hanno assaltato la sede del canale CNews, provocando danni alle vetrine. A Lione, l’ufficio del turismo è stato saccheggiato e incendiato. In risposta, il governo ha convocato una riunione d’emergenza con i capigabinetto del primo ministro, del ministro dell’Interno e dei responsabili della sicurezza. L’obiettivo è coordinare le forze di ordine e definire misure restrittive per le piazze più sensibili, tra cui l’Eliseo e gli Champs-Élysées.

Reazioni politiche e misure di sicurezza

Il presidente Emmanuel Macron ha condannato fermamente gli atti di violenza, affermando che “non c’è posto per la violenza nella nostra Repubblica”. Il primo ministro Sébastien Lecornu, presente a Parigi nel tardo pomeriggio, ha espresso solidarietà alle forze dell’ordine e ha annunciato l’impiego di unità speciali per contrastare ulteriori aggressioni. Le autorità hanno inoltre disposto il divieto di manifestazioni in zone strategiche della capitale e hanno rafforzato la presenza dei CRS nei quartieri più a rischio.

Prospettive per la ricostruzione e le indagini

Le investigazioni sono ora focalizzate sull’identificazione dei responsabili dell’incendio a Limoges. Il prefetto ha sottolineato che l’azione è stata premeditata e non è stata parte di una manifestazione spontanea. Nel frattempo, il Comune ha avviato una campagna di raccolta fondi per la ricostruzione del municipio e per il restauro di parti del patrimonio architettonico danneggiato. Gli esperti di restauro prevedono che il restauro completo potrebbe richiedere diversi anni, ma hanno assicurato che la città farà tutto il possibile per restituire al pubblico l’edificio simbolo del suo passato.

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