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Neonato in condizioni critiche tra sporcizia e stupefacenti: indagini a Roma

Neonato in condizioni critiche tra sporcizia e stupefacenti: indagini a Roma

Un'operazione della polizia locale ha scoperto un neonato in gravi condizioni igienico-sanitarie insieme a oltre 5 kg di sostanze stupefacenti; un uomo è stato arrestato e la madre denunciata

Un bambino di appena quindici giorni è stato riportato alla luce in condizioni di grave degrado all’interno di un’abitazione romana, durante un intervento affidato al Reparto N.A.E. del VII Gruppo Appio della Polizia Locale. L’attività, svolta su delega della Procura per i Minorenni per accertare situazioni di pericolo ai sensi dell’articolo 403 del Codice Civile, ha portato gli operatori a verificare più indirizzi fino al ritrovamento del piccolo.

All’arrivo nella residenza individuata nel IV Municipio, gli agenti hanno trovato il neonato disteso su un materasso sul pavimento, privo di vestiti e coperto solo da una coperta, in mezzo a rifiuti, masserizie danneggiate, calcinacci e segni di muffa sulle pareti. Lo stato igienico e le condizioni ambientali hanno reso necessaria l’immediata presa in carico del bimbo da parte del personale sanitario.

Il ritrovamento e i primi accertamenti

Le ricerche erano iniziate nell’abitazione di residenza della madre, ubicata nel VII Municipio, dopo informazioni che indicavano come il bambino fosse stato sottratto al personale sanitario subito dopo la nascita, ostacolando le cure post-partum. Non riscontrando la presenza di persone all’indirizzo iniziale, gli agenti hanno proseguito le indagini fino all’appartamento dove il neonato è stato individuato. Le condizioni dell’ambiente hanno suggerito un quadro di degrado avanzato e un rischio concreto per la salute del minore.

Condizioni igienico-sanitarie e intervento sanitario

Il bimbo, ancora in fase di allattamento, è stato affidato immediatamente alle cure di una struttura neonatologica. I medici hanno valutato la necessità di monitorare le condizioni generali e di procedere con le terapie del caso; nel frattempo sono scattate tutte le procedure di segnalazione all’Autorità Giudiziaria Minorile. L’azione congiunta tra forze dell’ordine e sanitari ha avuto come obiettivo primario la tutela del minore.

Sequestro di sostanze e quadro investigativo

Durante la perquisizione dell’appartamento gli agenti hanno rinvenuto una consistente quantità di sostanze stupefacenti, composta da marijuana e hashish. Il materiale è stato poi analizzato dal Reparto Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri: la quantità netta stimata è di circa 5 chilogrammi con una percentuale di principio attivo intorno al 18%. Il valore commerciale è stato valutato tra i 60.000 e i 70.000 euro e, secondo i calcoli tecnici, la sostanza sarebbe stata sufficiente per confezionare circa 7.914 dosi.

Elementi che hanno aggravato la posizione

Oltre alla droga, nel corso dell’ispezione sono stati ritrovati strumenti e materiali compatibili con il taglio e confezionamento, denaro contante e dispositivi informatici utili alle indagini. Tali elementi hanno indotto gli inquirenti a ritenere la presenza di attività illecite organizzate all’interno dell’abitazione e a contestare il reato di detenzione ai fini di spaccio a carico di uno dei presenti.

Provvedimenti giudiziari e posizione delle persone coinvolte

Un uomo di 49 anni, di nazionalità romena, presente nell’abitazione, è stato arrestato con l’accusa di detenzione illecita di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. In sede di convalida il giudice ha disposto nei suoi confronti la misura degli arresti domiciliari presso una diversa abitazione, in attesa del processo con rito direttissimo fissato per il mese di maggio.

La madre del piccolo, una donna italiana di 31 anni, è stata denunciata a piede libero. Il bambino è ricoverato in una struttura neonatologica dove viene seguito dal personale sanitario mentre l’Autorità Giudiziaria Minorile valuta i provvedimenti di tutela più adeguati.

Contesto giudiziario precedente e implicazioni

Dalle verifiche è emerso che la coppia risultava già coinvolta in un fascicolo penale collegato alla morte di un altro neonato avvenuta lo scorso anno. Quel decesso era stato attribuito a una meningite fulminante e a un’infezione polmonare causata dall’ingestione di liquido amniotico dopo un parto domestico senza assistenza medica, circostanza definita come parto domiciliare non assistito. Sul caso precedente erano in corso accertamenti per ipotesi di omicidio colposo.

Le indagini proseguono per chiarire ruoli e responsabilità e per ricostruire l’intera dinamica degli eventi. Le autorità sottolineano l’importanza dell’intervento rapido quando sono a rischio le condizioni di minori, ribadendo come la collaborazione tra forze dell’ordine e servizi sociali sia fondamentale per tutelare i più vulnerabili.