La decisione del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di sbloccare l’accesso al Santo Sepolcro per il cardinale Pierbattista Pizzaballa arriva dopo le restrizioni iniziali legate a motivi di sicurezza nella Città Vecchia di Gerusalemme. Il provvedimento mira a ristabilire la possibilità di celebrare i riti religiosi, bilanciando le esigenze di protezione con il rispetto della libertà di culto nei luoghi sacri.
Caso Pizzaballa: reazioni, dichiarazioni ufficiali e confronto diplomatico
La vicenda ha suscitato numerose reazioni internazionali e istituzionali. Il presidente israeliano Isaac Herzog ha riferito di aver contattato direttamente il cardinale Pizzaballa, esprimendo “profondo rammarico per lo sfortunato incidente“ e ribadendo l’impegno dello Stato per la libertà religiosa: “l’impegno incrollabile dello Stato di Israele a favore della libertà di religione per tutte le fedi“. Parallelamente, anche esponenti politici europei hanno espresso critiche e preoccupazione: la premier italiana Giorgia Meloni ha definito la decisione “un’offesa non solo per i credenti, ma per ogni comunità che riconosca la libertà religiosa“, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato di un provvedimento “inaccettabile“.
Solidarietà è arrivata anche da Elly Schlein e dal presidente francese Emmanuel Macron, mentre l’ambasciata israeliana ha cercato di ridimensionare l’episodio, sottolineando la necessità di misure precauzionali. Sul piano ecclesiale, il patriarcato latino e la Conferenza Episcopale Italiana hanno denunciato l’accaduto come una limitazione alla libertà di culto, mentre anche il pontefice Papa Leone ha espresso vicinanza ai fedeli colpiti dalle restrizioni, evidenziando le difficoltà vissute dai cristiani nella regione in un contesto di conflitto e incertezza.
Ulteriori sviluppi hanno visto il coinvolgimento diretto anche di altri rappresentanti ecclesiastici, tra cui Francesco Ielpo, che insieme a Pizzaballa era presente nei momenti in cui si sono verificate le limitazioni di accesso. In risposta alle tensioni, il cardinale si è poi recato sul Monte degli Ulivi per una celebrazione in forma ridotta, sottolineando pubblicamente la necessità di coniugare sicurezza e libertà di culto. Le autorità israeliane, dal canto loro, hanno ribadito attraverso portavoce ufficiali e rappresentanti diplomatici che le misure adottate erano motivate da ragioni di protezione della popolazione e dei luoghi sensibili, in un contesto segnato da minacce missilistiche e da un clima di elevata allerta nella regione.
Netanyahu dopo il divieto nella Domenica delle Palme: “Pizzaballa avrà accesso immediato al Santo Sepolcro”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è intervenuto pubblicamente sulla vicenda che ha coinvolto il cardinale Pierbattista Pizzaballa, dichiarando su X: “Ho dato istruzioni alle autorità competenti affinché al Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino, sia concesso pieno e immediato accesso alla Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme“. La decisione è arrivata dopo che le autorità di sicurezza avevano temporaneamente limitato l’accesso ai luoghi sacri della Città Vecchia, in un contesto segnato da tensioni regionali e da timori legati a possibili attacchi. Netanyahu ha motivato tali restrizioni richiamando il fatto che “negli ultimi giorni, l’Iran ha ripetutamente preso di mira i luoghi sacri di tutte e tre le religioni monoteiste di Gerusalemme con missili balistici“, sottolineando come frammenti di ordigni siano caduti anche nelle vicinanze della Chiesa del Santo Sepolcro. In questo quadro, secondo quanto riportato anche dal Times of Israel, è stato elaborato un protocollo condiviso con le autorità locali per consentire una ripresa graduale delle celebrazioni, mentre il vicecommissario del distretto e altri responsabili di sicurezza hanno avviato consultazioni con rappresentanti religiosi per definire modalità operative che garantiscano la continuità del culto in condizioni di sicurezza.
Ulteriori misure adottate dalle autorità hanno incluso restrizioni agli assembramenti nei principali luoghi di culto della Città Vecchia di Gerusalemme, con limiti imposti anche a sinagoghe, moschee e chiese, e una gestione controllata degli accessi in aree sensibili come la Moschea di Al-Aqsa e la Chiesa del Santo Sepolcro. Le autorità hanno inoltre previsto soglie ridotte per le riunioni pubbliche e sistemi di coordinamento per evitare rischi durante eventuali escalation, mentre si sono moltiplicate le valutazioni operative legate alla sicurezza nei pressi dei principali siti religiosi.
I have instructed the relevant authorities that Cardinal Pierbattista Pizzaballa, the Latin Patriarch, be granted full and immediate access to the Church of the Holy Sepulchre in Jerusalem.
Over the past several days, Iran has repeatedly targeted the holy sites of all three…
— Benjamin Netanyahu – בנימין נתניהו (@netanyahu) March 29, 2026