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Newsweek celebra sanità privata e pubblica in Lombardia

Roma, 6 ott. (askanews) – Dalla cardiologia all’oncologia, fino alle neuroscienze: la sanità italiana si fa spazio tra le eccellenze mondiali. Sono 42 le strutture del nostro Paese nella classifica World’s Best Specialized Hospitals 2027 di Newsweek. E la Lombardia guida la presenza italiana, con 15 ospedali selezionati.A Milano il Carlo Besta conquista l’ottavo posto mondiale in Neurologia e l’undicesimo in Neurochirurgia.

L’Istituto Europeo di Oncologia è quattordicesimo in Oncologia, il Centro Cardiologico Monzino diciassettesimo in Cardiologia. Nella stessa specialità il San Raffaele si colloca al ventiduesimo posto, mentre il Galeazzi-Sant’Ambrogio è tra i primi cinquanta al mondo in Ortopedia.Risultati che vedono protagoniste strutture pubbliche e private accreditate: sette delle 15 strutture lombarde citate sono private.”Questo risultato dimostra quanto fortemente Regione Lombardia abbia voluto negli ultimi decenni investire non solo nell’erogazione dei servizi sanitari, ma in tutta la filiera del life sciences.

E quanto abbia voluto dare importanza agli aspetti di erogazione dei servizi, produttivi, alla qualità dei servizi e alla ricerca applicata, grazie alle collaborazioni all’interno delle strutture sanitarie pubbliche e private accreditate”, spiega Michele Nicchio, presidente di Aiop Lombardia. Il dato premia la gestione della sanità in Lombardia portata avanti in questi anni dall’assessore Guido Bertolaso e riporta l’attenzione sul modello lombardo: ospedali pubblici e privati accreditati che operano all’interno dello stesso Servizio Sanitario Regionale.

Una collaborazione che Regione Lombardia ha alimentato negli anni attraverso regole comuni e autonomia delle strutture.”Da più di vent’anni – ricorda Nicchio – la Regione ha deciso concretamente di applicare una vera e piena sussidiarietà tra pubblico e privato. Questo si è concretizzato nei numeri che oggi rappresenta il privato accreditato: il 50% dell’attività di specialistica ambulatoriale di tutta Regione Lombardia, il 40% dei ricoveri; su 19 IRCCS (Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico), ben 14 sono privati accreditati. Questi non sono però solo numeri, ma testimoniano anche la qualità che ci viene riconosciuta a livello internazionale, come testimonia la classifica di Newsweek sui migliori ospedali mondiali. Qualità che ovviamente ha una ricaduta, un beneficio, nei confronti dei nostri concittadini”.Mantenere alta la qualità delle cure significa però affrontare le sfide che attendono la sanità italiana: ridurre le liste d’attesa, garantire risorse adeguate e rispondere a una domanda di assistenza che cambia.”Pubblico e privato accreditato sono dunque due componenti del sistema sanitario regionale e devono affrontare le medesime sfide fianco a fianco. Due su tutte: quella del CUP unico regionale e quella dell’abbattimento delle liste d’attesa. Due sfide in cui il privato accreditato ha già dimostrato di dare il proprio contributo. A fronte di ciò, dopo più di 15 anni, riteniamo sia però fondamentale un aggiornamento delle tariffe per le prestazioni di ricovero e ambulatoriali, e questo per permetterci di dare il medesimo riconoscimento economico e la medesima dignità ai lavoratori del comparto privato accreditato rispetto ai lavoratori del comparto pubblico”, conclude Nicchio.

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