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Disastro Air India: l'aereo è precipitato perché il pilota ha spento i motori, non si è trattato di un incidente

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La tragedia a giugno del 2025, 260 le vittime, 1 solo superstite: ora l'India ammette che si è trattato di un gesto intenzionale del pilota.

Era il 12 giugno 2025 quando il Boeing 787 di Air India è precipitato subito dopo il decollo causando la morte di 260 persone. Dalle indagini si è arrivati alla verità, non si è infatti trattato di un incidente ma di un gesto intenzionale del pilota che ha spento i motori.

Disastro Air India: non è stato un incidente

Il Boeing 787 di Air India è precipitato subito dopo il decollo il 12 giugno dello scorso anno, causando la morte di 260 persone, 241 a bordo, 19 a terra. Una sola persona, un uomo, si è salvato dall’impatto. Il volo era partito dall’aeroporto di Ahmedabad ed era diretta a Londra Gatwick ma, pochi minuti dopo il decollo, si è schiantato. Dopo la tragedia sono partite subito le indagini per capire come mai l’aereo sia caduto ma, gli esperti statunitensi coinvolti nell’inchiesta, appartenenti all’Ntsb, a Boeing e a GE Areospace, hanno, fin dall’inizio, escluso che si sia trattato di un malfunzionamento del velivolo. Infatti, in tutti i test svolti coi simulatori del Boeing 787 negli States, non è mai stato possibile riprodurre lo spegnimento contemporaneo di entrambi i motori. Quindi, perché è caduto l’aereo? Come si sospettava, è stato il pilota a spegnere intenzionalmente i motori.

Disastro Air India: l’aereo è precipitato perché il pilota ha spento i motori

L’inchiesta sull’incidente del Boeing 787 di Air India avvenuto a giugno 2025 si sta avviando verso una conclusione che esclude in maniera definitiva il guasto tecnico. Secondo quanto si apprende dalle discussioni tra Nuova Delhi e Washington, gli investigatori indiani, nel rapporto finale, indicheranno che la caduta del Boeing sia stata causata dallo spegnimento dei due interruttori di carburante da parte del pilota. Si tratta dunque, quasi certamente, di un gesto intenzionale da parte di uno dei piloti.