La transizione energetica si misura anche nelle case. Octopus propone una risposta concreta al problema del caro bollette con Nook una famiglia di sistemi di accumulo domestico che sarà disponibile in Italia nel 2027. L’idea è semplice: immagazzinare energia quando costa poco e utilizzarla quando i prezzi salgono, riducendo così la spesa per le famiglie e alleggerendo la dipendenza dalle centrali a gas.
Dietro al progetto c’è Octopus Italia e il suo amministratore delegato, Giorgio Tomassetti che sintetizza la filosofia del prodotto con osservazioni sul funzionamento della rete e sul ruolo delle batterie nel sistema elettrico. In pratica, Nook nasce per trasformare i consumatori in partecipanti attivi del mercato energetico, sfruttando meccanismi già operativi nel Regno Unito.
Caratteristiche tecniche e versioni: Nook Cube e Nook Colossus
La gamma Nook comprende due dispositivi distinti, entrambi coperti da una garanzia di 12 anni. Il primo, Nook Cube è una soluzione plug-and-play, pensata per la semplicità di installazione: ha una capacità iniziale di 2 kWh e può essere ampliata fino a 10,5 kWh collegandosi a una normale presa domestica senza interventi strutturali o installazioni complesse.
Il secondo, Nook Colossus è un sistema a parete destinato a case indipendenti o consumi elevati; parte da 5 kWh e arriva fino a 30 kWh ma richiede installazione professionale.
Gestione automatica e intelligenza del sistema
Dopo l’installazione l’utente non deve intervenire: un algoritmo gestisce i cicli di carica e scarica per massimizzare il risparmio. Il principio operativo è quello del trading quotidiano automaticola batteria si carica quando il prezzo dell’energia all’ingrosso è basso e si scarica quando il prezzo sale. Secondo Tomassetti, questo approccio consente di ottenere risparmi significativi senza richiedere alcuna azione costante da parte del consumatore.
Perché le batterie possono ridurre la dipendenza dal gas e abbassare i costi
Il mercato elettrico italiano è caratterizzato da oscillazioni dei prezzi: i valori all’ingrosso possono variare da 0 euro fino a picchi intorno a 200 euro. Una parte rilevante del tempo il prezzo è influenzato dal gas, che oggi incide per oltre il 40% del mix. Secondo le analisi espresse da Octopus, incrementare la diffusione di batterie domestiche permette di immagazzinare l’energia prodotta dalle rinnovabili quando è disponibile e ridurre l’appello alle centrali a gas nei momenti di picco, rendendo il sistema meno vulnerabile agli shock geopolitici.
Tomassetti afferma che gestire la rete con logiche vecchie del secolo scorso “è poco utile” e sottolinea che mettere in campo migliaia di piccoli accumulatori potrebbe essere più efficiente ed economico rispetto all’accensione di centrali tradizionali per coprire i picchi di domanda. Nel Regno Unito, prosegue, il meccanismo è già pratico: la rete paga Octopus per i servizi di bilanciamento, e Octopus a sua volta remunera i clienti.
Impatto economico per le famiglie
Quanto si risparmia davvero? L’azienda stima una riduzione della bolletta dell’ordine del 30% cifra paragonata al guadagno ottenuto con sistemi intelligenti di ricarica per veicoli elettrici. L’effetto cumulativo di ricariche e scariche automatiche svolte più volte al giorno porta a un abbattimento del costo energetico su base mensile. Inoltre, se la rete riconoscesse formalmente il valore del contributo fornito dai privati per il bilanciamento, quei servizi potrebbero diventare una fonte di reddito per i proprietari delle batterie anziché solo un risparmio sui consumi.
Oltre al beneficio diretto per le famiglie, una maggiore diffusione di batterie comporterebbe vantaggi per l’insieme del sistema elettrico: riduzione del ricorso al gas, minori costi legati alle interruzioni e potenzialmente una revisione delle voci di spesa che finiscono in fattura in capo a enti come Terna e Arera.
