Accordi e mosse per rendere più efficiente il trasporto aereo e più attraente l’offerta turistica
Operatori aeroportuali, compagnie aeree, amministrazioni regionali e catene alberghiere stanno tessendo una rete di intese e operazioni societarie pensate a snellire gli scali e a rafforzare l’offerta turistica. Tra protocolli operativi, fusioni tra gestori, acquisizioni nelle piattaforme digitali e promozioni commerciali, l’obiettivo è trasformare inefficienze croniche in opportunità di crescita.
A parlarne è Marco Santini, ex analista di Deutsche Bank oggi impegnato nel fintech indipendente: al centro delle priorità — dice — c’è l’aumento dell’efficienza aeroportuale. Meno ritardi, costi operativi sotto controllo e una pianificazione più precisa migliorano l’esperienza dei passeggeri e la competitività delle rotte, con effetti positivi sulla liquidità degli operatori.
Un’azione concreta riguarda un protocollo firmato tra gestori aeroportuali e l’ente che coordina l’assistenza al volo. Non si tratta di grandi cantieri, ma di strumenti pratici: coordinamento operativo, scambio dati e procedure condivise per utilizzare meglio piste e terminal. L’approccio privilegia soluzioni digitali e organizzative in grado di aumentare capacità e regolarità dei flussi senza ricorrere a interventi infrastrutturali massicci.
Sul piano tecnico il progetto prevede piattaforme per lo scambio in tempo reale di informazioni, modelli previsionali della domanda e regole comuni per la gestione degli slot. In pratica, si cerca di sincronizzare voli, staff e servizi a terra per ridurre i tempi morti e programmare con più precisione turni e uso degli spazi. Santini avverte però che tutto questo funziona solo con dati di qualità e una governance solida: occorrono due diligence e investimenti mirati nell’integrazione tecnologica.
Per arrivare a questi risultati bisognerà anche risolvere questioni normative e di responsabilità tra le parti. Le prossime tappe prevedono fasi pilota per testare le soluzioni, seguite dalla misurazione delle performance attraverso indicatori condivisi: puntualità, riduzione degli idle time e utilizzo efficiente delle risorse saranno i parametri da valutare.
Sul fronte societario si muove un altro pezzo importante: il consolidamento regionale tramite la creazione di una holding che riunisca più società di gestione aeroportuale. L’idea è semplice ma ambiziosa: centralizzare funzioni, sfruttare economie di scala e presentare un’offerta più appetibile per nuove rotte e investitori. La holding dovrebbe vedere partecipazioni miste, pubbliche e private, con un apporto iniziale di capitale da parte della Regione interessata.
Operazioni come questa richiedono cautela. Prima di procedere servono autorizzazioni regolamentari, ok assembleari e piani di integrazione ben definiti. Santini sottolinea l’importanza di una due diligence rigorosa e di un attento controllo della liquidità per evitare rischi finanziari durante la fase di aggregazione.
Le ricadute sul territorio possono essere significative: una gestione unificata aumenta la visibilità dell’area, facilita l’attrazione di collegamenti utili al turismo e sostiene l’economia locale. Per i gestori, la centralizzazione consente di razionalizzare i costi commerciali e operativi, migliorare la programmazione delle rotte e ottimizzare le attività di vendita. Nel medio periodo questi effetti possono contribuire alla sostenibilità finanziaria degli scali regionali. Resta da vedere come si tradurranno nella pratica le promesse sulle piste e nei terminal — ma il piano è chiaro e, se ben calibrato, può dare un nuovo impulso al trasporto aereo locale.