Omicidio a Somma Lombardo dove Federico Venco, 36 anni, è morto dopo essere stato travolto da un’auto nella notte tra l’1 e il 2 agosto. Per gli investigatori il gesto sarebbe stato volontario: l’uomo alla guida, Mirko Bertellini, avrebbe reagito dopo aver visto la vittima insieme alla sua ex compagna.
Omicidio a Somma Lombardo: il giallo degli oggetti trovati nella vettura di Bertellini
della Procura di Busto Arsizio, coordinata dal pm Massimo De Filippo, insieme ai carabinieri guidati dal colonnello Marco Gagliardo, punta ora a chiarire tutti gli aspetti della vicenda, compreso il rapporto tra Bertellini e la sua ex compagna e la possibile premeditazione del gesto. Tra gli elementi ritenuti rilevanti dagli investigatori ci sarebbero anche alcuni oggetti trovati all’interno dell’auto dell’indagato: un coltello e un grosso sasso.
La presenza di questi oggetti avrebbe fatto ipotizzare che l’appuntamento con la donna potesse avere un esito diverso e che il 43enne potesse aver pianificato un’aggressione.
Gli investigatori stanno inoltre analizzando il telefono recuperato dai carabinieri e attendono gli esiti degli esami ematici disposti per verificare se, al momento dei fatti, Bertellini fosse sotto l’effetto di alcol o sostanze stupefacenti.
Il 43enne è accusato di aver utilizzato la propria auto come arma contro il motociclista. Oggi, 4 agosto si è svolta davanti al gip del tribunale di Busto Arsizio l’udienza di convalida dell’arresto. Come riportato da Varese News, Bertellini avrebbe scelto di rilasciare alcune dichiarazioni spontanee, ma non avrebbe risposto alle domande del giudice. La sua avvocata Federica Luoni ha spiegato che l’intervento dell’assistito era limitato a una precisazione della ricostruzione dei fatti: “Le dichiarazioni servivano solo a meglio specificare le circostanze”.
Al termine dell’udienza, la legale ha mantenuto il massimo riserbo sull’inchiesta: “Per il momento riteniamo di non rilasciare ulteriori dichiarazioni, anche perché è una vicenda delicata e le indagini sono in corso”. Luoni ha comunque descritto Bertellini come una persona “collaborativa”, aggiungendo che il suo assistito sarebbe “provato” dalla vicenda. Ora la decisione del gip dovrà stabilire la convalida dell’arresto e le eventuali misure cautelari nei confronti del 43enne, mentre proseguono gli accertamenti per ricostruire la sequenza esatta degli eventi e accertare le responsabilità nella morte di Federico Venco.
“Se avesse potuto, avrebbe ucciso…”: parla l’ex di Mirko Bertellini
“Lo ha voluto uccidere e, sceso dalla macchina, avrebbe ucciso anche me se avesse potuto. Di sicuro“. È la drammatica ricostruzione fornita agli investigatori dalla 39enne ex compagna di Mirko Bertellini, il 43enne accusato di aver travolto e ucciso Federico Venco, 36 anni, nella notte tra sabato 1 e domenica 2 agosto a Somma Lombardo, lungo la strada che conduce alla frazione Maddalena. La donna, secondo quanto emerso dall’inchiesta, aveva raggiunto quella zona per incontrare l’ex fidanzato, quello che avrebbe dovuto essere un ultimo confronto tra i due.
La 39enne si trovava sola e in difficoltà dopo aver perso il telefono, quando avrebbe incontrato casualmente Federico Venco, motociclista di Samarate che si sarebbe fermato per aiutarla. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il 36enne non conosceva la donna, ma vedendola agitata avrebbe deciso di darle assistenza e indicarle la strada. La presenza della vittima, però, avrebbe scatenato la reazione di Bertellini, che avrebbe scambiato Venco per il nuovo compagno dell’ex.
Secondo la testimonianza raccolta dagli inquirenti, l’uomo avrebbe agito intenzionalmente: “Bertellini ha puntato Venco per investirlo”. Alla guida della sua Lancia Ypsilon, il 43enne avrebbe colpito la moto del 36enne provocandone la caduta e ferite che non gli hanno lasciato scampo. Dopo l’impatto, sempre secondo l’ipotesi investigativa, Bertellini sarebbe sceso dal veicolo e avrebbe tentato di aggredire anche la donna, che sarebbe riuscita a salvarsi grazie all’intervento di alcuni automobilisti di passaggio.
