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Studenti e aggressività: perché un ragazzo ha accoltellato un insegnante a Roma

Studenti e aggressività: perché un ragazzo ha accoltellato un insegnante a Roma

Un ragazzo di 13 anni a Roma ha stroncato un insegnante, e la psicologa Giannini indica internet e la frustrazione come cause chiave.

In una scuola di Roma, un giovane di tredici anni ha accoltellato l’insegnante che gli aveva assegnato due debiti. L’evento ha suscitato scalpore non solo per la violenza compiuta, ma anche per le cause alla base del gesto, che secondo gli esperti vanno ben oltre il semplice conflitto scolastico.

L’episodio a Roma: un giovane di 13 anni accoltella l’insegnante

Il ragazzo, dopo aver ricevuto la comunicazione dei debiti, ha reagito con estrema violenza, arrivando a colpire l’insegnante con un coltello e a filmare l’intera scena. La registrazione è stata poi diffusa sui canali digitali, dove il giovane l’ha presentata “considerata così eroica da volerla mostrare”.

Le autorità hanno subito avviato le indagini, sottolineando come l’episodio rappresenti un caso di violenza scolastica estremo e preoccupante.

Fattori di rischio: sovraesposizione alla rete e contenuti violenti

Secondo la psicologa Anna Maria Giannini della Sapienza Università di Roma, l’elemento primario è la prolungata esposizione al mondo della rete. “Sono elementi molto diversi tra loro, ma tutti insieme diventano rilevanti“, afferma, evidenziando che il tempo trascorso online, unito a contenuti violenti, può trasformare i giovani in spettatori passivi di modelli aggressivi.

“L’esposizione prolungata può portare le persone che hanno un’elevata tendenza immersiva a farsi permeare da ciò che vedono, per esempio da contenuti violenti e spesso gli autori di azioni violente vengono percepiti come degli eroi”.

L’effetto dell’eccessivo tempo online

Quando i ragazzi passano ore davanti a schermi, il confine tra realtà fisica e mondo virtuale si fa labile. Questo fenomeno può indebolire l’empatia, perché la violenza digitale non implica conseguenze immediatamente percepibili. Giannini nota che la confusione tra i due ambiti “si rischia di fare confusione tra il mondo fisico e quello della rete al punto di non valutare le conseguenze e l’emotività dell’altro”.

Gestione della frustrazione e risposta emotiva nei ragazzi

Il secondo elemento cruciale è la incapacità di elaborare la frustrazione. “Sappiamo che l’aggressività aumenta quando qualcosa ostacola i nostri bisogni, per esempio un debito a scuola”, spiega Giannini. Il mancato sviluppo di strategie costruttive porta a reazioni impulsive. “Una reazione non costruttiva, ossia ‘inadeguata alla frustrazione’, porta a un brusco innalzamento dell’aggressività”, aggiunge la ricercatrice, sottolineando come l’assenza di training emotivo sia pericolosa.

Reazioni costruttive vs reazioni non costruttive

In un contesto educativo ideale, il giovane dovrebbe accettare l’ostacolo e reagire studiando di più, come suggerisce Giannini: “per esempio, davanti a un debito studio di più”. Tuttavia, senza un percorso graduale di apprendimento emotivo, il ragazzo si trova a fronteggiare la frustrazione in modo disfunzionale, facendo scattare la violenza. La combinazione di internet e frustrazione crea una “miscela esplosiva” che facilita gesti estremi.

Perdita di autorità dell’insegnante e l’influenza dei nuovi modelli

Giannini osserva inoltre che il ruolo dell’insegnante nella formazione dei valori è cambiato radicalmente. “Oggi gli insegnanti non più considerati nella dimensione valoriale che dovrebbero avere. In passato veniva riconosciuta la loro autorevolezza e c’era rispetto. Non c’è un piano valoriale che aiuti la crescita: è completamente capovolto e si è ormai spostato sugli influencer”. Il passaggio dalla figura dell’insegnante a quella dell’influencer digitale riduce la capacità di trasmettere norme di convivenza, alimentando una cultura in cui la violenza può apparire “eroica”.

Le autorità scolastiche e i genitori sono ora chiamati a riflettere su strategie preventive, che includano educazione digitale e percorsi di intelligenza emotiva, per evitare che episodi simili si ripetano.

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