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La nuova dimora di Papa Leone XIV: la mansarda del Palazzo Apostolico

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Papa Leone XIV opta per la mansarda del Palazzo Apostolico: spazi riservati e pratici secondo Repubblica.

Il rientro di Papa Leone XIV al Palazzo Apostolico segna un cambio significativo nel modo in cui il Santo Padre vivrà la sua quotidianità. Pur tornando nelle storiche mura vaticane, non occuperà l’appartamento pontificio tradizionale, scegliendo invece una mansarda discreta e funzionale, simbolo di un pontificato improntato alla riservatezza e alla praticità.

Papa Leone XIV sceglie la mansarda del Palazzo Apostolico

Nei prossimi giorni, Leone XIV farà ritorno al Palazzo Apostolico, ma non occuperà il tradizionale appartamento pontificio. La scelta sarebbe ricaduta su una porzione del palazzo situata tra la Terza Loggia, da cui si affaccia per l’Angelus, e il tetto, un piano autonomo e quasi invisibile dall’esterno, individuabile solo attraverso alcune finestrelle sopra le grandi finestre della facciata. In Vaticano questi spazi sono noti come “soffittoni”: originariamente pensati come locali di servizio, oggi trasformati in piccoli appartamenti riservati.

Si tratterebbe di una mansarda che, per posizione e conformazione, garantisce al Pontefice una privacy considerevole, lontano dall’enfasi scenografica e dalla visibilità che caratterizzano l’appartamento storico. Secondo Repubblica, questa scelta segna un ritorno alla normalità auspicata da molti fedeli dopo la decisione di Papa Francesco di vivere a Casa Santa Marta, pur mantenendo un’impostazione pratica e discreta.

Papa Leone XIV sceglie la mansarda del Palazzo Apostolico: spazi sobri e funzionali

Il nuovo alloggio rifletterebbe uno stile essenziale e pragmatico, coerente con il carattere riservato di Robert Francis Prevost. Come riportato da Repubblica, la camera da letto, priva di bagno interno, sarebbe arredata con il minimo indispensabile, mentre il bagno sarebbe collocato lungo il corridoio. Una cucina semplice completa gli ambienti principali, accanto a stanze ricavate con tramezzi per ospitare i collaboratori più stretti, tra cui i due segretari don Edgard Iván Rimaycuna e don Marco Billeri.

Vicino si troverebbe anche una cappella illuminata con luci moderne. Degno di nota è lo spazio dedicato alla palestra, ampia e affacciata verso il torrione dello Ior, che rispecchia l’abitudine del Papa alla pratica sportiva. La camera da letto non guarderebbe verso piazza San Pietro, scelta dettata da esigenze di riservatezza e sicurezza. Questo insieme di decisioni mostra un pontificato che privilegia la sobrietà e la funzionalità, segnando un distacco dalle consuetudini del passato e una normalità che, pur riprendendo tradizioni simboliche, è reinterpretata secondo le esigenze personali del Papa.

 

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