La vicenda legata al caso Andrea Delmastro continua a produrre conseguenze sul piano politico in Piemonte, dove la vicepresidente della Giunta Elena Chiorino ha deciso di dimettersi dalla carica mantenendo però l’incarico di assessora. Una scelta maturata dopo le pressioni delle opposizioni e il confronto interno alla maggioranza guidata da Alberto Cirio, in un contesto segnato da polemiche sulla partecipazione societaria riconducibile al cosiddetto caso e dalle richieste di chiarimento in Consiglio regionale.
Tensioni in Consiglio regionale in Piemonte e richieste di chiarimenti
Questa mattina il clima politico in Piemonte si è acceso durante la seduta del Consiglio regionale, quando le opposizioni hanno chiesto spiegazioni e sollecitato le dimissioni della vicepresidente della Giunta, Elena Chiorino. Al centro delle contestazioni il suo coinvolgimento nel cosiddetto caso Delmastro, che ruota attorno a una partecipazione societaria in un ristorante romano riconducibile a Mauro Caroccia, figura indicata come prestanome di un clan mafioso.
La capogruppo del Movimento 5 Stelle Sarah Disabato ha posto pubblicamente il nodo della vicenda chiedendo: “Com’è possibile che la vicepresidente sia entrata in società con un consigliere regionale, un sottosegretario e con la figlia di un prestanome condannato per intrecci con la mafia?”. Nel corso della seduta, però, Chiorino non si è presentata, suscitando ulteriori critiche da parte della capogruppo del Partito Democratico Gianna Pentenero, che ha dichiarato: “Fino all’ultimo abbiamo dato la possibilità di fornire spiegazioni, ma questo non è accaduto”. Anche Vittoria Nallo, esponente di Italia Viva, ha sottolineato il clima di tensione affermando: “Il dato politico è che ancora una volta questa maggioranza scappa”. Dura anche la posizione di Alice Ravinale di Avs: “Di fronte a chi parla di legalità a vanvera non possiamo accettare questa disattenzione che infanga tutta la Regione Piemonte”.
Piemonte, terremoto politico dopo il caso Delmastro: Elena Chiorino si dimette
Elena Chiorino ha rassegnato le dimissioni dalla carica di vicepresidente della Regione Piemonte, pur mantenendo le deleghe da assessora al Lavoro e all’Istruzione all’interno della Giunta guidata da Alberto Cirio. La decisione è maturata dopo un confronto interno alla maggioranza e con i vertici della coalizione, in un quadro definito dalla stessa amministrazione come di riequilibrio istituzionale.
Chiorino ha motivato la scelta parlando apertamente di responsabilità personale: “Sono una persona rigorosa e per bene: ho commesso una grave leggerezza che non mi perdono ma che ho compiuto in assoluta buona fede”. Ha poi aggiunto: “E di questo chiedo scusa ai cittadini”, spiegando che la rinuncia alla vicepresidenza rappresenta il modo per assumersi le conseguenze politiche della vicenda: “Il mio modo di chiedere scusa è rinunciare e restituire la delega più importante tra quelle che assegna il presidente, ovvero quella di rappresentare l’ente in sua assenza”. La politica ha inoltre ribadito la propria disponibilità a riferire in aula: “Sono una persona trasparente e non ho nulla da nascondere”.
Sul piano degli equilibri, la vicepresidenza passerà a Maurizio Marrone, esponente di Fratelli d’Italia, con la formalizzazione degli atti da parte del presidente Cirio. Quest’ultimo ha commentato la scelta sottolineando il valore istituzionale del gesto: “Apprezzo il gesto di Elena Chiorino, perché di fronte a questi fatti era necessario dare un segnale e il segnale è che le istituzioni vanne sempre tutelate e messe in sicurezza”. Al tempo stesso, ha riconosciuto la criticità della situazione: “la leggerezza che ha compiuto è stata grave, perché fatta da chi ha ruoli istituzionali importanti”. Chiorino resterà comunque operativa nei dossier più rilevanti, tra cui le crisi industriali legate a realtà come ex Ilva, Lear e Konecta, mentre il riassetto della Giunta segna un passaggio delicato per la maggioranza regionale.