Un aereo precipitato in Colombia, nel nord del Paese, mercoledì 28 gennaio. Quindici persone a bordo. Nessun sopravvissuto. È quanto emerge dalle comunicazioni ufficiali diffuse dalla compagnia aerea statale Satena e dalle autorità locali.
Dove è precipitato l’aereo in Colombia e cosa si sa finora
L’aereo precipitato in Colombia, un Beechcraft 1900, è stato individuato in una zona montuosa nei pressi di Playa de Belén, nel dipartimento di Norte de Santander.
Un’area difficile, impervia. Non nuova a condizioni meteo complicate.
L’aereo era partito da Cúcuta ed era diretto a Ocaña, circa cento chilometri più a nord-ovest. Un collegamento breve, quasi di routine. Il decollo alle 11.42. L’atterraggio previsto poco dopo mezzogiorno. L’ultimo contatto con il controllo aereo risale alle 11.54. Poi il silenzio. Da lì, le ricerche.
Squadre aeree e terrestri della forza aerospaziale colombiana sono state dispiegate nell’area dell’ultimo segnale, insieme a operatori civili. Una corsa contro il tempo, ostacolata dal territorio e da condizioni meteorologiche instabili. Nuvole basse, vento. Dettagli che tornano spesso, in casi come questo. Ma che, per ora, restano sullo sfondo. Le cause dell’incidente sono oggetto di indagine. Nessuna ipotesi ufficiale. Nessuna conferma. Solo accertamenti in corso.
L’aereo precipitato in Colombia, le vittime e le parole ufficiali
“In questo momento non ci sono indicazioni sulla presenza di connazionali a bordo”. A dirlo è l’ambasciatore d’Italia a Bogotá, Giancarlo Maria Curcio. Una dichiarazione chiara, rilasciata mentre ancora non è stato diffuso un elenco ufficiale degli occupanti. Anche questo pesa. Perché i nomi, in casi così, arrivano sempre dopo. E mai abbastanza in fretta.
Tra le persone a bordo, però, una identità è stata confermata. Diógenes Quintero Amaya. Avvocato, difensore dei diritti umani. Dal 2022 deputato della Camera colombiana. Era stato eletto in uno dei seggi creati nell’ambito dell’accordo di pace tra lo Stato colombiano e le Farc, per rappresentare le vittime delle violenze della guerra civile. Un dettaglio politico, certo. Ma anche umano. Che cambia il peso della notizia.
A intervenire è stata anche la ministra dei Trasporti, María Fernanda Rojas. Parole misurate, pronunciate ai media colombiani. “A nome dello Stato esprimiamo il nostro cordoglio e la nostra vicinanza alle famiglie coinvolte in questo grave incidente aereo”. Ha parlato di conseguenze ancora in fase di accertamento. Ha espresso solidarietà alla compagnia e alla società proprietaria del velivolo. E ha sottolineato “l’impegno rilevante della nostra aerolinea statale nel garantire i collegamenti su tutto il territorio nazionale”.
Rojas ha confermato che l’aereo è precipitato in un’area rurale del municipio di Playa de Belén. I protocolli di emergenza sono stati attivati immediatamente. “Dal governo nazionale – ha spiegato – è stata data disposizione di mobilitare tutte le risorse umane, tecniche e logistiche necessarie”. L’obiettivo, ha aggiunto, è raggiungere il luogo dell’incidente e fornire informazioni responsabili e puntuali.
Nelle prossime ore, ha promesso la ministra, verranno diffusi aggiornamenti ufficiali. Compreso l’elenco degli occupanti. In coordinamento con Satena e le autorità competenti. Fino ad allora, resta il dato più duro. Un aereo precipitato in Colombia. Quindici vittime. E molte domande ancora aperte.