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Il Premio Nazionale Giuseppe Zamberletti è stato assegnato per la prima volta presso la sede del Dipartimento della Protezione Civile a Roma. Questo evento segna un momento significativo, poiché coincide con il cinquantesimo anniversario del devastante terremoto del Friuli, avvenuto nel 1976, che ha profondamente influenzato la creazione e l’evoluzione della protezione civile in Italia.
Giuseppe Zamberletti, figura fondamentale della protezione civile italiana, ha compreso che il sistema non poteva limitarsi a rispondere solo alle emergenze, ma doveva anche includere la previsione, la prevenzione e un coordinamento efficace tra diverse istituzioni e soggetti. Questa visione ha permesso di costruire una rete di responsabilità condivisa e ha gettato le basi per un sistema di soccorso che oggi è un modello a livello europeo.
Il significato del premio
Il premio è suddiviso in quattro sezioni: Istituzioni, Volontariato, Scienza e tecnica e Amministrazioni dello Stato. Questo riconoscimento è stato concepito per onorare coloro che, attraverso il loro operato, hanno saputo incarnare i principi fondanti della protezione civile delineati da Zamberletti.
Riconoscimenti nel campo della scienza e del volontariato
Per la sezione Scienza e tecnica, il premio è andato a Franco Barberi, un esperto di fama internazionale nella vulcanologia. Il suo lavoro ha avuto un impatto notevole, integrando la conoscenza scientifica nei processi decisionali e operativi della protezione civile. Nella sezione Volontariato, sono stati premiati Franca Rampi, una figura storica che ha rappresentato i volontari fin dalla nascita del Servizio Nazionale, e il Corpo Volontari Antincendi Boschivi del Piemonte, che ha sviluppato un innovativo modello di collaborazione internazionale con i Vigili del Fuoco.
Riconoscimenti alle istituzioni e alle amministrazioni
Il premio per le Amministrazioni dello Stato è stato conferito al Nucleo di Coordinamento delle Opere Provvisionali del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Questa struttura è stata premiata per l’efficacia delle schede STOP, utilizzate per la messa in sicurezza post-sisma, un approccio che ha ricevuto apprezzamenti anche a livello internazionale.
Un esempio di resilienza
Per quanto riguarda la sezione Istituzioni, il riconoscimento è andato a Rosa Anna Maria Repole, Sindaco di Sant’Angelo dei Lombardi. La Repole ha svolto un ruolo cruciale nella pianificazione e nella cultura della prevenzione, specialmente dopo il sisma del 1980 in Irpinia. Già sindaco durante l’emergenza, ha dovuto affrontare sfide immense, raccogliendo l’eredità di un sindaco deceduto e guidando la ricostruzione di una comunità devastata.
Un futuro ispirato all’eredità di Zamberletti
Durante la cerimonia, il Capo Dipartimento Fabio Ciciliano e il Ministro Nello Musumeci, che ha partecipato tramite videomessaggio, hanno sottolineato che l’eredità di Zamberletti non è solo un ricordo, ma rappresenta un impegno collettivo continuo. La consapevolezza del rischio e la capacità di creare un sistema integrato di risposta alle emergenze sono elementi essenziali per garantire la sicurezza delle nostre comunità.
Il Premio Nazionale Giuseppe Zamberletti non celebra solo il passato, ma stimola a continuare a lavorare per un futuro in cui la protezione civile sia sempre più radicata nella cultura della prevenzione e della cooperazione tra istituzioni e cittadini.