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Proteste francesi: blocchi, incendi e gas lacrimogeni a Parigi

Proteste francesi: blocchi, incendi e gas lacrimogeni a Parigi

Centinaia di fermate, incendi e scontri a Parigi: ecco il bilancio della protesta contro il caro vita in Francia.

Il 17 ottobre la Francia è stata attraversata da una mobilitazione senza precedenti contro l’aumento dei prezzi di beni di prima necessità e del carburante. In tutto il territorio sono stati registrati 272 fermi mentre le autorità stimano la presenza di circa 200.000 manifestanti di cui 40.000 a Parigi e 150.000 nel resto dell’Esagono.

La protesta, soprannominata “carovita”, ha coinvolto sia i tradizionali gilet gialli sia gruppi studenteschi, creando una fusione di rivendicazioni economiche e sociali.

Parigi: la Place de la République al centro della tensione

Secondo la prefettura di polizia di Parigi, la stragrande maggioranza dei partecipanti si è esibita in forma pacifica, ma una parte minoritaria è rimasta “ostile” nella Place de la République.

Per contenere la situazione le forze dell’ordine hanno impiegato idfanti, idranti e gas lacrimogeni spegnendo diversi veicoli in fiamme grazie all’intervento dei vigili del fuoco. Nella capitale sono stati contestati 61 fermi e sono stati effettuati 589 controlli preventivi con 21 arresti legati al blitz contro gli uffici dell’emittente CNews.

Blitz contro CNews e slogan contro il Presidente

Intorno alle 11 del mattino un gruppo di circa un centinaio di persone ha occupato la sede di CNews, lanciando oggetti contro i vetri e provocando danni significativi. Durante lo scontro è emerso un canto aggressivo contro il Presidente, con il verso: “Louis XVI, Louis XVI, on l’a décapité, Macron, Macron, on va recommencer“, a sottolineare la frustrazione verso le politiche governative. Tra gli scontri più drammatici, un manifestante è stato visto con il volto insanguinato, mentre a Saint-Étienne un uomo ha subito la perdita della mano a causa di una granata della polizia.

Disordini in altre città: Rennes, Lione, Marsiglia e non solo

A Rennes, una ventina di attivisti ha eretto un blocco stradale con bidoni della spazzatura e pallet, ostacolando il traffico vicino a un grande centro commerciale. A Lione, secondo le autorità, 40 individui sono stati dispersi vicino a un ponte sul Rodano dopo aver tentato di fermare la circolazione. Nella stessa giornata, un gruppo di dieci persone è stato allontanato dalla raffineria di Feyzin. A Marsiglia, il boulevard du Prado è stato temporaneamente bloccato con cassonetti e monopattini, finché gli agenti dei CRS non hanno ripristinato la normale viabilità. Anche in altre località, come Nancy e la Bretagna, sono stati segnalati blocchi e incendi di contenitori.

Reazioni istituzionali e misure di contenimento

Il giorno precedente, da Bruxelles, il Presidente Emmanuel Macron ha lanciato un appello alla calma ricordando che il diritto di manifestare deve essere esercitato nel rispetto delle persone e dei beni pubblici. Il ministro dell’Interno, Laurent Nuñez, ha avvertito che blocchi su arterie strategiche o infrastrutture essenziali non saranno tollerati. Le autorità hanno anche stabilito il divieto di manifestare in zone sensibili di Parigi, tra cui gli Champs-Élysées, la sede del presidente (l’Eliseo) e il quartier generale del primo ministro a Matignon. Il corteo ufficiale è stato fissato per le 14:00 in Place de la République, con conseguente spostamento verso Place de Clichy.

Coordinamento e numeri delle azioni

Il portale ha elencato più di 1.750 azioni di protesta programmate, comprendenti raduni, blocchi in rotatorie, incroci, stazioni di servizio, caselli autostradali, porti, raffinerie e depositi petroliferi. Le forze dell’ordine hanno registrato una notevole attività di monitoraggio, con 21 arresti legati al blitz contro CNews e numerosi interventi per contenere incendi e disperdere gruppi ostili. Nonostante l’alto numero di partecipanti, le autorità hanno evitato un’escalation di violenza su larga scala, limitando le conseguenze più gravi ai pochi episodi di ferite e danni materiali.

Con le elezioni presidenziali a sei mesi di distanza, le proteste contro il costo della vita potrebbero influenzare il dibattito politico nazionale. La combinazione di blocchi, incendi e l’uso di gas lacrimogeni ha messo in evidenza la capacità delle forze dell’ordine di gestire situazioni di alta tensione, ma ha anche sollevato interrogativi sulla gestione delle legittime richieste di cambiamento economico da parte della popolazione francese.

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