La primavera porta con sé anche lo spegnimento dei termosifoni in casa, un segnale che apre definitivamente alla bella stagione che garantisce temperature ottimali all’interno delle abitazioni senza quindi dover necessariamente utilizzare il riscaldamento per combattere il freddo. Scopriamo le diverse date a seconda delle regioni che compongono lo stivale.
Le diverse zone climatiche italiane
Lo spegnimento dei termosifoni non avviene causalmente ma al contrario è una decisione che viene presa dai comuni sulla base della zona climatica in cui si risiede.
Al sud vi sono zone dove i termosifoni non hanno necessità di restare accesi mentre al nord al contrario vi sono zone dove non ci sono limiti e a causa delle temperature rigide l’utilizzo del termosifone è una necessità.
Proprio questo sbalzo permette anche di comprendere la gestione di questi strumenti e come differiscono da zona a zona, una situazione che non viene presa in considerazione dai cittadini dato che si tende a guardare la zona di proprio interesse.
Il calendario italiano dello switch-off per il 2026
Se si prende il calendario 2026 si può vedere come l’iniziativa di spegnimento dei termosifoni inizi al sud per poi con il passare delle settimane svilupparsi nel resto d’Italia sino a toccare per ultimi i paesi delle Alpi.
Le zone climatiche italiane si dividono 6 dalla A alla F, di seguito le divisioni come riporta il sito Fanpage.it
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Zona climatica A dal 1 dicembre al 15 marzo per un massimo di 6 ore giornaliere: Lampedusa, Linosa e Porto Empedocle.
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Zona climatica B dal 1 dicembre al 31 marzo per un massimo di 8 ore giornaliere: Reggio Calabria, Crotone, Trapani, Siracusa, Palermo, Messina, Catania e Agrigento.
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Zona climatica C che da 15 novembre al 31 marzo per un massimo di 10 ore giornaliere: Imperia, Latina, Benevento, Caserta, Napoli, Salerno, Bari, Lecce, Taranto, Brindisi, Catanzaro, Cosenza, Cagliari, Oristano, Sassari e Ragusa.
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Zona climatica D dal 1 novembre al 15 aprile per un massimo di 12 ore giornaliere: Genova, La Spezia, Savona, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Pisa, Pistoia, Prato, Massa Carrara, Siena, Forlì, Ancona, Ascoli Piceno, Macerata, Pesaro, Roma, Viterbo, Terni, Avellino, Chieti, Pescara, Foggia, Isernia, Matera, Caltanissetta, Nuoro, Teramo e Vibo Valentia.
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Zona climatica E dal 15 ottobre al 15 aprile per un massimo di 14 ore giornaliere: Alessandria, Asti, Aosta, Biella, Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Novara, Padova, Pavia, Sondrio, Torino, Varese, Verbania, Vercelli, Bolzano, Gorizia, Pordenone, Bologna, Ferrara, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Rovigo, Torino Treviso, Trieste, Udine, Verona, Vicenza, Venezia, Arezzo, Perugia, Rieti, Frosinone, L’Aquila, Campobasso, Potenza ed Enna.
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Zona climatica F nessuna limitazione di gradi ed orario: Cuneo, Belluno, Trento
La data finale per tutti i paesi italiani restanti è fissata quindi al 15 aprile, quando i termosifoni saranno spenti sino al 15 ottbre per le città al nord e sino al 1 dicembre per i paesi più al sud.