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Referendum sulla Giustizia, arriva l'annuncio di Giorgia Meloni: ecco la data del voto

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Referendum sulla Giustizia: gli italiani chiamati a decidere sulla riforma delle carriere, con l’annuncio di Giorgia Meloni sulla data del voto.

Arriva la conferma di Giorgia Meloni sulla data del referendum sulla Giustizia. Gli italiani saranno chiamati a esprimersi sulla riforma che separa i percorsi professionali di giudici e pubblici ministeri, una misura destinata a cambiare il volto della magistratura e a influenzare gli equilibri politici del Paese. Ecco l’annuncio della premier in conferenza stampa.

Referendum sulla Giustizia, tensioni politiche: l’avvertimento dell’opposizione

La partita referendaria si preannuncia combattuta. Fronti del sì e del no sono già delineati, con leader pronti a guidare le rispettive campagne, mentre Giorgia Meloni ribadisce la propria distanza dal risultato: “Non intendo dimettermi nel caso in cui gli italiani dovessero bocciare la riforma“.

Tra le polemiche, le opposizioni e il comitato promotore delle firme per un’ulteriore richiesta di consultazione criticano la scelta anticipata delle date: secondo il deputato Angelo Bonelli, si tratta di una mossa “non democratica, politicamente e istituzionalmente inaccettabile”. Il comitato per il No, guidato da Giovanni Bachelet, risponde con pragmatismo: “Chi ha tanta prescia di votare ha paura, io la paura la lascio agli altri”.

Il governo ha spiegato che la decisione sul referendum rispetta i tempi stabiliti dalla legge, che impone di fissare la data entro il 17 gennaio, in base all’articolo 15 della legge n. 352 del 1970. La scelta del 22 marzo rappresenta un compromesso tra le esigenze di calendario e le richieste di ulteriori giorni di campagna avanzate dalle opposizioni, che puntavano a posticipare il voto dopo Pasqua.

Nel frattempo, la raccolta firme prosegue: servono 500 mila sottoscrizioni entro il 30 gennaio, delle quali finora ne sono state raccolte 265 mila. La scena politica si prepara così a un confronto serrato tra carte, leggi e piazze.

Referendum sulla Giustizia, arriva la conferma di Giorgia Meloni sulla data: quando si vota

Inizia ufficialmente il conto alla rovescia per il referendum confermativo sulla separazione delle carriere in magistratura. Con l’annuncio di Giorgia Meloni delle date di apertura dei seggi, fissate per il 22 e 23 marzo, la consultazione entra nella fase decisiva.

Gli italiani saranno chiamati a pronunciarsi sulla riforma della Giustizia approvata dal Parlamento, che mira a distinguere nettamente tra magistratura giudicante e requirente. A differenza dei referendum abrogativi, per questa consultazione non è necessario il raggiungimento del quorum: sarà sufficiente la maggioranza relativa dei voti espressi.

La riforma, promossa dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, interviene sul Titolo IV della Costituzione. Prevede percorsi professionali distinti fin dall’ingresso in magistratura e l’istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura separati per giudici e pubblici ministeri, mantenendo la presidenza del Presidente della Repubblica. La misura introduce anche l’Alta Corte disciplinare, incaricata di gestire i procedimenti disciplinari dei magistrati, finora di competenza dei CSM.

Francesco Petrelli, presidente dell’Unione Camere Penali, ha commentato: “Siamo convinti che avere più tempo per spiegare ai cittadini i motivi di questa riforma sia importante”, sottolineando l’importanza della divulgazione delle ragioni del sì.