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Referendum Giustizia, nuovo quesito validato dalla Cassazione: rischio slittamento della data del voto?

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Referendum sulla riforma della Giustizia, la Cassazione convalida il nuovo quesito e solleva dubbi sulla data del voto. Gli aggiornamenti.

Il referendum sulla riforma della Giustizia entra in una fase cruciale: la Corte di Cassazione ha approvato il nuovo quesito, elaborato dai giuristi promotori, che chiarisce quali articoli della Costituzione vengono modificati. La decisione apre interrogativi sulla possibile variazione della data del voto, confermando l’attenzione nazionale su una consultazione attesa da mezzo milione di cittadini.

Referendum Giustizia, cambia la data? La decisione della Cassazione dopo le 500mila firme

Il referendum sulla riforma della Giustizia segna un passo decisivo: l’Ufficio centrale della Corte di Cassazione ha accolto la nuova versione del quesito, elaborata dai quindici giuristi promotori della raccolta firme di mezzo milione di cittadini. A guidare l’iniziativa è stato l’avvocato Carlo Guglielmi insieme al gruppo dei cosiddetti “volenterosi”.

La decisione, maturata dopo una lunga camera di consiglio, apre scenari incerti sulla data del voto, fissata dal governo per il 22 e 23 marzo. Fonti vicine agli Ermellini sottolineano che non è ancora chiaro se l’esecutivo possa limitarsi a sostituire il quesito oppure debba riconvocare le urne, con la possibilità di un rinvio ad aprile per rispettare i tempi legali di anticipo tra 50 e 70 giorni.

La notizia, anticipata da Repubblica e confermata dall’Ansa, attende ora il deposito ufficiale dell’ordinanza, che potrebbe chiarire ulteriormente il percorso procedurale.

La Cassazione approva il nuovo quesito sul referendum: cosa cambia?

La principale differenza tra il quesito originario e quello approvato riguarda l’esplicita indicazione dei sette articoli della Costituzione modificati dalla riforma. La legge 352 del 1970 impone, secondo i giuristi, che tali riferimenti siano presenti, e la Cassazione ha accolto questa interpretazione.

Nel testo originale si chiedeva: “Approvate il testo della legge costituzionale concernente ‘Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare’ approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025?”; nella nuova formulazione è stato aggiunto: “con la quale vengono modificati gli articoli 87 comma 10, 102 comma 1, 104, 105, 106 comma 3, 107 comma 1 e 110 comma 1 della Costituzione?”

Secondo il costituzionalista Stefano Ceccanti, interpellato dall’Ansa, la modifica non dovrebbe influire sulla data del voto: “Il referendum è già indetto per decreto, verrebbe solo aggiornato il quesito e non servirebbero altri decreti che ne posticiperebbero la data. Quindi il quesito cambia ma la data no. Attendiamo l’ordinanza”. Ceccanti ha aggiunto che eventuali richieste di rinvio alla Consulta sarebbero difficilmente accolte, sottolineando come la strada per il referendum resti tracciata, seppur con alcuni nodi ancora da sciogliere.